Chiedono una prospettiva di ripartenza concreta anche il per il loro settore gli artisti e i lavoratori dello spettacolo e della cultura, comparto uscito a pezzi dai mesi di stop imposti dall’emergenza sanitaria, scesi in piazza oggi pomeriggio a Napoli. I manifestanti, organizzati dal gruppo Lavoratrici e lavoratori dello spettacolo Campania in uno “stato di agitazione permanente”, si sono riuniti in piazza del Plebiscito chiedendo protocolli di sicurezza, finanziamenti pubblici e strumenti di riforma del settore. Secondo il direttore tecnico Matteo Garofalo, sono questi gli unici strumenti che potranno assicurare una ripartenza del settore garantendo davvero il rispetto delle regole anti-contagio. Altro nodo al centro delle richieste dei lavoratori del comparto è l’erogazione di un reddito di continuità, al fine di tutelare la sopravvivenza dell’indotto culturale fino alla totale ripresa di spettacoli, concerti e altri eventi, per cui ancora oggi non esiste una programmazione. Obiettivo dichiarato dei rappresentanti è la creazione di un tavolo di confronto, al fine di poter presentare a Governo e istituzioni locali le istanze dei lavoratori, i quali si dicono economicamente stremati e convinti che non ci sia una reale attenzione nei loro confronti da parte di chi dovrebbe tutelarli.
Manifestazioni analoghe si sono tenute in contemporanea in molte delle principali città italiane. I lavoratori dello spettacolo e della cultura si sono infatti riuniti anche a Bari, Bologna, Catania, Cosenza, Firenze, Genova, Milano, Roma, Torino, Trieste, Palermo e Venezia. Lo scorso 27 maggio a scendere in piazza a Napoli, con richieste molto simili, erano stati invece i lavoratori del comparto turistico campano: ben tre le manifestazioni organizzate nel capoluogo partenopeo da imprenditori e autisti di bus, operatori aeroportuali e guide turistiche autorizzate. I primi si erano dati appuntamento, a bordo dei loro veicoli, presso la stazione marittima, i secondi si erano incontrati in piazza del Plebiscito, fuori alla sede della Prefettura, mentre i terzi avevano dato vita a un sit-in davanti all’entrata di palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania.

