Via le panchine, via il problema alla radice. È un’ordinanza indubbiamente singolare e che non mancherà di scatenare qualche malumore quella varata da Antonio Bossone, sindaco di Lauro, piccolo centro in provincia di Avellino. Il primo cittadino irpino, infatti, ha deciso di intervenire con decisione per risolvere il problema degli assembramenti che, troppo spesso, venivano creati dai propri concittadini negli spazi pubblici come piazze e viali, disponendo la rimozione di tutte le panchine presenti sul territorio comunale. “Abbiamo deciso di togliere le panchine dal territorio del comune di Lauro e sostituirle con un arredo urbano più confacente alla lotta al Covid-19 – ha comunicato alla cittadinanza il sindaco irpino in un videomessaggio – sia per garantire il distanziamento sociale sia per far sì che non si formino agglomerati di persone. Negli ultimi tempi – ha sottolineato Bossone – specialmente in piazza Municipio, sono state comminate circa venti multe ai danni di persone che sedevano assieme sulla stessa panchina, senza rispettare la distanza di sicurezza e senza mascherina”.
Nei primi giorni di aprile, il Comune di Lauro era diventato una delle zone rosse istituite dalla Regione Campania, con un provvedimento scattato in seguito alla scoperta di otto casi di positività al Coronavirus riscontrati all’interno dello stesso nucleo familiare, tra l’altro proprietario di un noto e frequentato supermercato del paese. A darne comunicazione era stato lo stesso titolare dell’attività, risultato anch’egli positivo al virus. La notizia era stata poi ufficializzata dal primo cittadino del comune irpino. Erano state oltre duecento le persone che, nei giorni precedenti alla comunicazione dei risultati dei tamponi, erano entrate in contatto con i membri della famiglia contagiata. Quella di Lauro è stata la settima zona rossa istituita in Campania, dopo la decisione che ha coinvolto anche Ariano Irpino e altri cinque centri cittadini del Salernitano: Sala Consilina, Polla, Auletta, Caggiano e Atena Lucana.

