È stata una giornata di intensa mobilitazione quella odierna per i lavoratori del comparto turistico campano: ben tre manifestazioni, organizzate dai rappresentanti di tre diversi settori, hanno interessato altrettante zone di Napoli questa mattina. A scendere in piazza, a bordo dei loro veicoli presso la stazione marittima del capoluogo partenopeo sono stati gli imprenditori e gli autisti dei bus turistici della Campania, dai quali arriva la richiesta corale di un prolungamento della cassa integrazione, prevista per soli due mesi a fronte di un periodo annuale di attività di circa nove mesi, accompagnata da uno snellimento della trafila burocratica per l’accesso alle forme di finanziamento per il rilancio del settore nel 2021. A mettere in ginocchio il comparto, oltre ai costi dei mezzi di trasporto, è stato il blocco del turismo crocieristico e la chiusura degli aeroporti: proprio i lavoratori appartenenti a quest’ultimo indotto, gli operatori aeroportuali, sono stati protagonisti di una manifestazione avvenuta nelle stesse ore in piazza del Plebiscito.
A portare avanti la protesta sono stati i dipendenti della Gesac che, sostenuti dai sindacati di categoria, attendono ancora i soldi della cassa integrazione e, contestualmente, denunciano il licenziamento in tronco di 13 lavoratori del comparto: una situazione preoccupante che, temono i sindacati, potrebbe essere il preludio di una più vasta ondata di esuberi. Gli operatori Gesac e i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Usb, Levar Cisal e Fly hanno atteso in piazza la chiusura dell’incontro tra i loro rappresentanti e i vertici della Prefettura partenopea.

