Assembramenti incontrollati in strada e cori da stadio, il tutto alla presenza del sindaco: è accaduto stanotte ad Avellino, come testimoniano numerose fotografie e diversi video pubblicati sui social da cittadini residenti in via De Conciliis, dove hanno registrato la presenza di una folta schiera di giovani, in alcuni casi privi di mascherina, riunitisi in cerchio attorno al sindaco del capoluogo irpino, Gianluca Festa, scattando selfie e intonando slogan calcistici contro la città di Salerno, acerrima nemica sportiva, nonché “patria” del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.
Il primo cittadino, formalmente lì per controllare la situazione della movida ed evitare comportamenti illegali, non avrebbe fatto nulla per scoraggiare tutte queste azioni, divertendosi anzi a dirigere e sollecitare il coro “Avellino siamo noi” e provocando, così, una situazione altamente a rischio che, tra l’altro, ha anche causato grave sconcerto nella cittadinanza e allarmato i consiglieri di minoranza, i quali hanno stigmatizzato l’accaduto e annunciato che presenteranno un esposto in merito presso la Procura della Repubblica, che poi ne valuterà le eventuali ripercussioni penali.
Il sindaco Festa, dal canto suo, è ritornato sulla vicenda con un post pubblicato questa mattina sulla propria pagina Facebook: “C’è chi i giovani li attacca e demonizza. E non mi sembra – ha affermato – abbia ottenuto risultati. Io con i giovani sono a mio agio, da sempre. Per questo ieri sera ho deciso di fare un sopralluogo nell’isola pedonale, per assicurarmi che anche la ripresa della movida fosse nel pieno rispetto delle regole. Devo dire che ho trovato un clima tranquillo e allegro. Mi sono soffermato a salutare molti giovani che ho incontrato lungo il mio percorso, entusiasti per la ritrovata libertà. Ho colto questa bella occasione di incontro per stimolarli alla responsabilità e – ha aggiunto il primo cittadino – per spiegare loro che è bene essere ancora attenti, la libertà arriverà ma adesso bisogna continuare a seguire le regole in sicurezza. Mi sono trattenuto qualche minuto con loro con fare scherzoso e goliardico: sono profondamente convinto che il dialogo sia sempre la strada maestra, che per comunicare con i giovani occorrano empatia e ascolto, mai contrapposizione e rigidità. A qualcuno dà fastidio che io sia a contatto con la mia gente? Qualcuno mi preferirebbe dietro a una scrivania a firmare norme restrittive? Io sono il sindaco degli avellinesi. E dove c’è la vita di Avellino – ha concluso Festa – ci sono io. Guardate altrove, qui ci sono io a tenere tutto sotto controllo“.
Gli avvenimenti della nottata avellinese, intanto, stanno provocando un’autentica bufera politica, in città e nel resto della regione, con richieste di dimissioni da parte dell’opposizione in consiglio comunale e dichiarazioni di fuoco di numerosi esponenti politici e delle istituzioni. Non s’è fatta attendere, per esempio, la replica del sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, la cui città era stata al centro dei cori notturni “guidati” da Festa. “Stento a credere – ha sottolineato Napoli – che il sindaco di Avellino possa esporre a pericoli così gravi i suoi concittadini. Stento a credere che inciti all’odio territoriale due popolazioni amiche. E stento a credere che, smaltiti gli effetti della notte brava, non abbia ancora chiesto scusa e rassegnato le dimissioni, poiché “Le funzioni pubbliche si esercitano con disciplina ed onore“, secondo l’articolo 54 della Costituzione della Repubblica italiana“.