Anche Etna Comics, il bel salone del fumetto che si svolge ogni anno a Catania tra maggio e giugno, ha dovuto dare forfait a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19, come accaduto alla quasi totalità dei principali eventi culturali italiani della prima metà del 2020. Per fortuna, però, il prestigioso riconoscimento che la kermesse siciliana attribuisce ogni anno ai big italiani della nona arte, cioè il Premio Coco, sarà consegnato lo stesso, nel corso di una cerimonia in diretta streaming sulla pagina Facebook del sito specializzato MegaNerd. L’appuntamento è per lunedì prossimo, 15 giugno, a partire dalle 21. Ecco quali sono le categorie che verranno premiate: Miglior sceneggiatore italiano, Miglior disegnatore italiano, Miglior colorista italiano, Miglior autore unico italiano, Premio speciale MegaNerd, Miglior libro italiano, Miglior serie/miniserie o collana italiana, WoW – Eccellenza italiana nel mondo, Extra – Premio Coco al merito artistico.
Il Premio Coco è dedicato alla figura del grande cartoonist e illustratore siciliano Giuseppe Coco, nativo di Biancavilla, e viene attribuito ogni anno agli autori italiani di fumetti che, a giudizio di un’ampia giuria di qualità, si sono maggiormente messi in luce nel corso dei dodici mesi precedenti. La giuria è presieduta da Alessandro Di Nocera, collaboratore della redazione campana del quotidiano la Repubblica, e da Riccardo Corbò, giornalista della Rai. Ne fanno parte le redazioni delle testate online MegaNerd.it, Comicus.it, N3rdcore.it, assieme ai centri culturali WoW Spazio Fumetto – Museo del fumetto di Milano, Centro fumetto Andrea Pazienza e Fumettomania Factory; e anche Elisabetta Sedda (curatrice editoriale di Planeta DeAgostini), Nadia Terranova (giornalista, saggista e scrittrice), Cristina Zagaria (giornalista e redattrice de la Repubblica), Diego Del Pozzo (giornalista del quotidiano Il Mattino, vicedirettore del giornale online Il Crivello e docente universitario), Vittorio Eboli (giornalista e redattore di Sky TG24), Rosario Pellecchia (anchorman di Radio 105, musicista e scrittore), Gianmaria Tammaro (giornalista freelance de La Stampa e Vanity Fair).
Intanto, i festival fumettistici italiani hanno indirizzato un appello comune al Governo, per sottolineare le criticità e le esigenze di un settore comunque di grande importanza nel contesto dell’industria culturale italiana. “Quando si parla di fumetto – si legge nel documento – si parla di cultura e si parla anche di editoria, industria, imprenditoria, artigianalità, creatività, professionalità, filiera. I più importanti festival dedicati alla nona arte uniscono oggi le loro forze con l’obiettivo di far riconoscere il valore culturale dei fumetti e di tutto il mondo che vi gravita attorno, per promuovere il linguaggio fumettistico e stabilire un dialogo duraturo e proficuo con le Istituzioni. L’Emergenza Covid-19 ha messo a dura prova tutti i comparti economici e produttivi del Paese. Il settore che sembra più lontano dalla previsione di una ripresa, e ancora privo di politiche per la sua tutela e sviluppo, è proprio quello degli eventi, in particolare quello degli eventi dinamici, ovvero delle manifestazioni affollate – come i festival – che si alimentano principalmente della specificità aggregativa degli assembramenti; l’attuale emergenza sanitaria e le misure di contenimento a breve termine aprono pochi spiragli di possibilità organizzative“.
Il documento prosegue, approfondendo le criticità del momento. “Le perdite economiche subite dai festival di fumetto italiani nel 2020 sono un dato già evidente, determinate come sono da: mancata vendita dei biglietti, mancato introito di contributi e sponsorizzazioni, mancati emolumenti a dipendenti e professionisti che a vario titolo collaborano con le strutture organizzative, mancato supporto al volontariato fondamentale nella realizzazione della maggior parte degli eventi culturali. Ecco perché le manifestazioni più importanti d’Italia richiedono misure urgenti, puntuali e dedicate, e auspicano un dialogo con le Istituzioni preposte ad affrontare l’impatto economico della pandemia nei diversi settori dell’economia e della cultura. Le azioni da porre in essere dovrebbero contenere l’impatto dell’emergenza sanitaria su una filiera apparentemente ‘invisibile’ che, tuttavia, contribuisce allo sviluppo dei territori e continua a dare lustro all’Italia nel panorama delle industrie culturali creative internazionali, così come lo fanno le industrie delle arti visive (cinema e teatro, infatti, sono stati esplicitamente considerati nel testo che riguarda il Fondo Cultura del Decreto Rilancio)“.
L’appello è stato sottoscritto da Arf! Festival (Roma), Be Comics! (Padova), B-Geek (Bari), BilBolBul (Bologna), Cesena Comics & Stories, Comicon (Napoli), Etna Comics (Catania), Lanciano nel fumetto, Le Strade del Paesaggio (Cosenza), Lucca Comics & Games, Lucca Collezionando, Mostra mercato del fumetto Anafi (Reggio Emilia), Palermo Comic Convention, Pescara Comix & Games, Rapalloonia! Mostra internazionale dei cartoonists (Rapallo), Riminicomix, San Beach Comix (San Benedetto del Tronto), Tcbf Treviso Comic Book Festival, Teramo Comix, Tiferno Comics (Città di Castello), Torino Comics, Varchi Comics (Montevarchi), Venezia Comics. Si tratta di ben ventitré manifestazioni di respiro nazionale e internazionale, con un bagaglio storico importante, ben radicate nei propri territori, in dialogo con amministrazioni locali, nazionali ed europee, che ogni anno offrono una pluralità di eventi capaci di attirare un pubblico numeroso ed eterogeneo, che va oltre il milione di presenze con un indotto economico e una ricaduta sui territori intorno ai trecento milioni di euro.
“Come i festival di approfondimento culturale, o come quelli dedicati al cinema, al teatro e alla musica, i festival dedicati al fumetto – prosegue la nota congiunta – rappresentano dunque una realtà solida e strutturata in Italia, un insieme di appuntamenti che durante l’anno contribuisce a comporre un fitto calendario di iniziative culturali, editoriali e commerciali, occasioni significative e uniche per frequentare determinati luoghi o scoprirli proprio grazie a specifici programmi di eventi. In questo senso, i festival di fumetto non sono assimilabili solo a fiere o a eventi collaterali: sono vere e proprie piattaforme culturali in grado di attirare energie creative, aggregare operatori commerciali e pubblico (un pubblico variegato e trasversale composto da famiglie, ragazzi, studenti, appassionati, turisti). Sono peraltro soggetti essenziali allo sviluppo socio-economico delle città, delle regioni e dell’intero sistema dell’industria culturale in Italia. Trascurarli significherebbe vanificare investimenti pluriennali, annientare i risultati raggiunti sino a oggi e danneggiare irreversibilmente una filiera produttiva, con il rischio di impoverire uno degli asset creativi che contraddistinguono il nostro Paese. Un patrimonio di manifestazioni al servizio della valorizzazione di un linguaggio e di un settore produttivo di cui l’Italia è da tempo uno dei leader mondiali, e primo produttore europeo per numero di titoli all’anno. Un patrimonio festivaliero che intende riaffermare la propria capacità di guardare avanti, sollecitando le Istituzioni – conclude il documento – a difenderla e sostenerla nella fase di complessa ricostruzione che attende tutta la filiera“.