Ad Angri, nel Salernitano, nel fine settimana appena trascorso, gli agenti della sottosezione della polizia stradale hanno arrestato B.C., un 50enne di Giugliano in Campania, accusato di falso in atto pubblico con induzione in errore di un pubblico ufficiale, in quanto intestatario fittiziamente di oltre trecento veicoli. L’uomo, attualmente, si trova in custodia cautelare in carcere, come da ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica partenopea. Un caso, questo del comune salernitano, che si aggiunge ad uno molto simile avvenuto a Caserta qualche mese fa, dove il 60enne O.B. fu arrestato poiché intestatario fittizio di circa settecento veicoli, che sono tuttora sotto sequestro.
Il meccanismo di intestazione fittizia, molto diffuso nel nostro Paese, prevede un accordo tra due parti, dove una è quella rappresentata dai soggetti normalmente dediti a delinquere e l’altra da soggetti, detti anche prestanome oppure teste di legno, che in cambio di piccole somme di denaro, si lasciano intestare auto e moto, utilizzate poi sia da persone di nazionalità italiana sia anche da persone provenienti dall’Est Europa o dal Nord Africa. Questi veicoli, però, non vengono utilizzati solo per commettere reati, come furti, rapine, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, ma anche per utilizzare dei mezzi sostanzialmente fantasma, intestati fraudolentemente, e quindi non riconducibili concretamente a nessuno. La conseguenza è la mancanza di responsabilità in capo ai conducenti. Il veicolo, ad esempio, è senza copertura assicurativa, con effetti gravi che si ripercuotono nei confronti di chi è stato coinvolto in incidenti stradali.

