Quando non scende in piazza insieme ai compagni del centro sociale di Napoli Insurgencia, fa il cameriere in un bar, un lavoro faticoso e onesto che gli serve per vivere con dignità e dedicare tempo alla disobbedienza civile, “un credo che vivo con amore”, ci tiene a dire. Ieri pomeriggio il ventisettenne Emanuele Esposito, giunto da Miano, quartiere a nord di Napoli in cui vive, era arrivato a Mondragone per contestare il leader della Lega Matteo Salvini. Non è la prima volta che partecipa a una manifestazione di protesta, ma la sua ferita alla testa, che ha cominciato a sanguinare fino a macchiargli il viso di rosso, è stata immortalata in una foto, che ha fatto il giro dei social network.
Emanuele, conosciuto nel circuito dei centri sociali, è diventato improvvisamente un volto noto a tutti, balzato sui giornali che hanno riportato la notizia dell’unico ferito nel corso della manifestazione anti Salvini andata in scena sul litorale domizio. Un’ultima carica di alleggerimento da parte delle forze dell’ordine, il parapiglia e il ferimento del giovane di Insurgencia.


