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Home Economia

Whirlpool, la produzione a Napoli cesserà il 31 ottobre

Sul piede di guerra gli operai e i sindacati che, tacciando il Governo di piegarsi alla multinazionale, pretendono certezze e un piano concreto di reindustrializzazione

Emanuele Di Donato di Emanuele Di Donato
2 Luglio 2020
in Economia
Whirlpool

La Whirlpool conferma lo stop alla produzione a Napoli: il 31 ottobre cesserà tutto. La decisione è stata presa e, a quanto pare, non ha nulla a che fare con l’economia e il mondo del lavoro trasformati dal Covid. Altri quattro mesi, quindi, e poi la produzione nel sito Whirlpool di Napoli chiuderà i battenti, spiega l’amministrazione delegato del ramo italiano dell’azienda Luigi La Morgia. L’Ad di Whirlpool Italia ha messo sul piatto la fresca notizia in una videoconferenza convocata dal Ministero dello sviluppo economico in cui erano presenti, oltre agli esponenti di Whirlpool, anche Invitalia, i sindacati e la Regione Campania. La decisione, inoltre, è stata comunicata anche ai fornitori. Sul piede di guerra gli operai che, nell’assemblea convocata ad horas al termine del tavolo in videoconferenza, hanno reagito esprimendo il loro dissenso anche verso il Governo, affermando che si sta piegando al volere della multinazionale.

“Deludente” è stato il termine usato dagli operai per definire l’incontro tra Whirlpool e Governo. Non hanno paura di puntare il dito e di trovare un colpevole, attaccando il Governo in quanto reo, secondo loro, oltre al piegarsi alla multinazionale, di non trovare soluzioni concrete per scoraggiare la decisione dell’azienda statunitense. Gli operai pretendono il rispetto degli accordi e dei lavoratori, protestando contro riconversioni di facciata che darebbero comunque la possibilità a Whirlpool,in qualsiasi momento, di andare via, di decidere il bello e il brutto nel Paese e, soprattutto, della vita degli operai. I sindacati dicono no a quella che è stata definita una reindustrializzazione truffa, e si rivolgono a Stefano Patuanelli, ministro dello Sviluppo economico, per far sì che trovi una soluzione al più presto. Altrimenti, affermano, sarà necessario tornare al tavolo della presidenza del Consiglio. Nonostante ciò, sembra proprio che la decisione non veda margini per un dietrofront: ora come ora, il 31 ottobre sarà l’ultimo giorno di produzione a Napoli.

L’incontro di oggi, tuttavia, ha messo in luce una proposta, un obiettivo del Governo: arrivare entro il 31 luglio con soluzioni concrete supportare da un business plan che prevederebbe la reindustrializzazione della Whirlpool di Napoli. Luigi La Morgia, secondo alcune fonti, si sarebbe detto disponibile a supportare questo progetto, così da garantire la continuità produttiva del sito partenopeo. Il ministro Patuanelli si è detto – a nome del Governo – disposto a fare qualsiasi cosa perché Whirlpool non cessi la produzione a Napoli. Contemporaneamente, però, in caso di conferma della chiusura della multinazionale bisognerà farsi trovare pronti, motivo per il quale si sta valutando anche un piano B con Invitalia. Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil, continua con l’attacco al Governo, dicendo che la stessa Fiom non è più disponibile ad accettare gli schemi attuali che finanziano dubbie reindustrializzazioni, poiché non è quello di cui ha bisogno il Paese per un serio rilancio industriale. Il tavolo dura da più di anno e, al momento, sembra che non ci sia una comunione d’intenti su un percorso sincronizzato.

Un dato importante messo sul piatto da Rocco Palombella, leader della Uilm, è quello che riguarda nello specifico il settore degli elettrodomestici. Quest’ultimo sembra stia dando segnali migliori rispetto al resto dei settori industriali, facendo ritenere così che nei prossimi mesi potrebbero esserci risalite produttive considerevoli. Un elemento, questo, che dovrebbe far riconsiderare alla Whirlpool il destino del sito di produzione napoletano. In ogni caso, al Governo sono richiesti continui aggiornamenti, tempi e modalità certe, per far sì che non si arrivi al 31 ottobre senza avere soluzioni industriali e occupazionali concrete.

Intanto, il presidente della Campania Vincenzo De Luca, in risposta a una domanda proprio sulla situazione Whirlpool, conferma la disponibilità della Regione a dare il suo contributo. “La Regione si presenterà al tavolo delle trattative, se si aprirà, riconfermando il proprio impegno a mettere sul tavolo 20 milioni di euro per il sostegno degli investimenti della proprietà Whirlpool. Cioè, se decidono di investire – continua il governatore – e se decidono di tutelare l’occupazione a Napoli, siamo disponibili a fare un ulteriore sacrificio per incoraggiarli a restare sul nostro territorio“.

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