I parrucchieri e gli acconciatori della provincia di Caserta lanciano l’allarme contro l’abusivismo. Una piaga dilagante che da sempre attanaglia il settore, ma che con l’emergenza Covid-19 avrebbe raggiunto punte del cinquanta per cento. Si tratta naturalmente di dati empirici basati principalmente sulle segnalazioni ricevute – anche durante la quarantena – da Confcommercio, alle quali l’associazione di categoria Federparrucchieri ha reagito immediatamente avviando una interlocuzione con la Prefettura di Caserta. Sarebbero migliaia infatti gli esercenti abusivi che operano indisturbati in tutto il territorio provinciale in barba a qualsiasi norma sulla sicurezza e soprattutto mettendo a rischio la salute propria e anche quella delle clienti.
Tra questi ci sono ex titolari di coiffeur che, messi in ginocchio dal lockdown, non sono riusciti a riaprire i loro saloni e hanno iniziato a lavorare in nero a domicilio, oppure dipendenti in cassa integrazione che arrotondano andando a casa delle clienti. Poi sono operanti saloni e centri che sono aperti pur non avendo i requisiti richiesti dalla legge, che allestiscono l’attività nei garage e nei sottoscala. Infine ci sono gli irregolari storici. Quelli che lavoravano abusivamente già prima del lockdown e che durante la quarantena hanno visto crescere il numero degli appuntamenti complice la chiusura e lo stop forzato di tutti i coiffeur.

