La prima Champions League del calcio post-Covid andrà in Francia o in Germania, cioè nell’unica nazione calcisticamente evoluta che a inizio marzo decise di chiudere lì la stagione agonistica 2019-2020 senza farla riprendere al termine del lockdown oppure in quella che, dopo la fine della quarantena, ha comunque concluso più in fretta di tutti gli altri il proprio campionato. Saranno, infatti, le transalpine Paris Saint Germain e Lione e le tedesche Bayern Monaco e Rb Lipsia a giocarsi martedì 18 e mercoledì 19 (con inizio alle 21 italiane) le due semifinali in programma a Lisbona, sede unica di queste inedite Final Eight che si stanno disputando eccezionalmente in piena estate per portare a termine la stagione calcistica europea in tempo per una ripresa autunnale di quella 2020-2021 che non sia troppo ritardata rispetto a una normalità che, purtroppo, sembra ancora molto lontana. Per la precisione, il Lipsia affronterà il Psg martedì sera, mentre il giorno dopo toccherà a Lione e Bayern giocarsi l’accesso all’atto conclusivo della manifestazione. E non può essere un caso che ad arrivare alle fasi finali del torneo siano quattro squadre presentatesi in Portogallo atleticamente più fresche rispetto a quelle inglesi (Manchester City), italiane (Atalanta) e spagnole (Barcellona e Atletico Madrid), giunte forse “spompate” ai match decisivi dopo i ritmi intensissimi (una partita ogni tre giorni per un paio di mesi consecutivi) sostenuti nella ripresa post-lockdown per portare a termine i rispettivi campionati nazionali.
Particolarmente curioso e forse inatteso è il caso delle due squadre francesi, che hanno fugato i dubbi di coloro che hanno lungamente ironizzato sulla discussa sospensione definitiva della Ligue 1 a inizio marzo, causa di uno stop per Paris Saint Germain e Lione durato più di cinque mesi, nei quali entrambi hanno disputato un’unica gara ufficiale (la finale della Coppa di Lega d’Oltralpe): evidentemente, infatti, sia Tuchel che quel Rudi Garcia accantonato in modo troppo frettoloso e ingeneroso dal calcio italiano sono riusciti a trovare un modo efficace per tenere caldi i propri calciatori in vista degli appuntamenti europei di agosto. Un po’ diverso è il caso delle due tedesche, che da un lato hanno nel fortissimo Bayern un’autentica corazzata guidata dal capocannoniere del torneo Robert Lewandowski (già a 14 reti) nonché la favorita assoluta della Champions League di quest’anno (l’epocale 8-2 rifilato al Barcellona nei quarti parla da solo) e nell’emergente Rb Lipsia un bell’esempio di programmazione (peraltro, con i soldi della multinazionale Red Bull alle spalle) e di notevole gestione tecnica da parte di uno tra gli allenatori più bravi e preparati dell’intero panorama internazionale, l’ancora trentatreenne Julian Nagelsman. Tutte e due sono arrivate in Portogallo più rodate delle francesi ma atleticamente meno stressate di inglesi, italiane e spagnole, in quanto la Bundesliga è terminata almeno due-tre settimane prima rispetto a Premier League, Serie A e Liga.

