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Home Politica

Appia 7 bis, la strada fiume che allaga l’Agro aversano

redazione di redazione
3 Febbraio 2020
in Politica
All-focus

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Non si dovrebbe rischiare un dissesto idrogeologico ad ogni precipitazione atmosferica e un territorio di più Comuni, a cavallo tra Napoli e Caserta, non dovrebbe andare sott’acqua ogni volta che piove in maniera più abbondante. È ciò che accade tra l’Agro aversano e l’area napoletana settentrionale, quando i nubifragi si abbattono violentemente al suolo. Una delle zone più critiche resta via Gramsci, che collega Aversa a Giugliano.

L’arteria diventa una sorta di scolo naturale delle acque piovane provenienti dai Camaldoli e che attraversano l’Appia 7 bis, una vasca di contenimento insieme ai vicini centri di Carinaro e Lusciano. Anche nei mesi scorsi le improvvise bombe d’acqua hanno provocato disagi molto seri nelle città del Napoletano e nei paesi casertani limitrofi

Un problema datato, che toglie il sonno ai sindaci e agli amministratori del luogo. Da anni si indaga sulle cause del pericoloso fenomeno idrogeologico. Sono decenni che gli scarichi fognari vengono fatti confluire su due antichi canali a cielo aperto: l’Alveo Annarosa e l’Alveo Spierto, oggi quasi completamente coperti, i quali sversano direttamente nel recapito finale dei Regi lagni, dotato di un impianto di depurazione.

In questi alvei confluiscono gli scarichi di molti Comuni dell’Agro aversano e della periferia nord dell’area metropolitana di Napoli. Nell’Alveo Annarosa sversano i Comuni di Giugliano e Marano, mentre nell’alveo Spierto, tra gli altri, le città ad ovest di Aversa: Parete, Lusciano, Trentola Ducenta e Frignano.

Nell’ultimo ventennio i due alvei – vere fogne a cielo aperto – sono stati coperti, con interventi molto rilevanti e intorno ad essi si è sviluppata la rete urbana, in maniera piuttosto disorganica, con interventi parziali, subordinati agli ampliamenti edilizi, senza un programma omogeneo d’insieme. Soltanto nel 1983 è stato approvato il Progetto delle infrastrutture primarie delle zone C1, C2 e C3, comprendente i tracciati della rete stradale, della rete fognaria, della rete idrica, della rete di pubblica illuminazione e del verde primario, con riferimento alle sole zone di espansione così come individuate dallo strumento urbanistico allora vigente, ma la situazione è andata sempre più peggiorando.

La cementificazione cospicua ha acuito i disagi provocati da un sistema idrogeologico già molto fragile. Il problema si presenta quando piove e l’acqua intensa va ad aumentare la portata dei liquami che fluiscono attraverso questi collettori fognari, fino ad arrivare in un punto a minore portata idrica. Questo strozzamento crea un’esondazione di liquami provenienti dalle fogne, che allaga la superficie stradale in molte zone, causando danni e mettendo a rischio la popolazione.

Attualmente lungo la strada che da Giugliano e Sant’Antimo arriva ad Aversa la Regione Campania sta effettuando dei lavori di implementazione della rete fognaria, per cercare di evitare disastri quando piove, sollecitati dal tavolo tecnico permanente istituito dai sindaci del territorio, lavori che oltretutto creano enormi disagi agli automobilisti.

L’obiettivo è avviare un attento programma pluriennale di mantenimento migliorativo e di integrazione del sistema acquedottistico e del sistema fognario, con la realizzazione di nuovi collettori, così come si sta già facendo tra Giugliano e Aversa. I cittadini, da parte loro, chiedono interventi strutturali e risolutivi e temono per la loro incolumità ad ogni nuova precipitazione atmosferica.

 

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