Non si dovrebbe rischiare un dissesto idrogeologico ad ogni precipitazione atmosferica e un territorio di più Comuni, a cavallo tra Napoli e Caserta, non dovrebbe andare sott’acqua ogni volta che piove in maniera più abbondante. È ciò che accade tra l’Agro aversano e l’area napoletana settentrionale, quando i nubifragi si abbattono violentemente al suolo. Una delle zone più critiche resta via Gramsci, che collega Aversa a Giugliano.
L’arteria diventa una sorta di scolo naturale delle acque piovane provenienti dai Camaldoli e che attraversano l’Appia 7 bis, una vasca di contenimento insieme ai vicini centri di Carinaro e Lusciano. Anche nei mesi scorsi le improvvise bombe d’acqua hanno provocato disagi molto seri nelle città del Napoletano e nei paesi casertani limitrofi

Un problema datato, che toglie il sonno ai sindaci e agli amministratori del luogo. Da anni si indaga sulle cause del pericoloso fenomeno idrogeologico. Sono decenni che gli scarichi fognari vengono fatti confluire su due antichi canali a cielo aperto: l’Alveo Annarosa e l’Alveo Spierto, oggi quasi completamente coperti, i quali sversano direttamente nel recapito finale dei Regi lagni, dotato di un impianto di depurazione.
In questi alvei confluiscono gli scarichi di molti Comuni dell’Agro aversano e della periferia nord dell’area metropolitana di Napoli. Nell’Alveo Annarosa sversano i Comuni di Giugliano e Marano, mentre nell’alveo Spierto, tra gli altri, le città ad ovest di Aversa: Parete, Lusciano, Trentola Ducenta e Frignano.
Nell’ultimo ventennio i due alvei – vere fogne a cielo aperto – sono stati coperti, con interventi molto rilevanti e intorno ad essi si è sviluppata la rete urbana, in maniera piuttosto disorganica, con interventi parziali, subordinati agli ampliamenti edilizi, senza un programma omogeneo d’insieme. Soltanto nel 1983 è stato approvato il Progetto delle infrastrutture primarie delle zone C1, C2 e C3, comprendente i tracciati della rete stradale, della rete fognaria, della rete idrica, della rete di pubblica illuminazione e del verde primario, con riferimento alle sole zone di espansione così come individuate dallo strumento urbanistico allora vigente, ma la situazione è andata sempre più peggiorando.
L’obiettivo è avviare un attento programma pluriennale di mantenimento migliorativo e di integrazione del sistema acquedottistico e del sistema fognario, con la realizzazione di nuovi collettori, così come si sta già facendo tra Giugliano e Aversa. I cittadini, da parte loro, chiedono interventi strutturali e risolutivi e temono per la loro incolumità ad ogni nuova precipitazione atmosferica.