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Home Società

Aversa, convegno sulla tutela degli “Orfani da femminicidio”

Pier Paolo De Brasi di Pier Paolo De Brasi
3 Febbraio 2020
in Società

Un reato fra i più meschini, figlio di una sottocultura dura a morire. Di femminicidio e della difesa di chi rimane senza madre, si è parlato venerdì 31 gennaio ad Aversa, presso la sala “Guitmondo” del seminario vescovile, nel convegno “Orfani da femminicidio-conseguenze e tutele”.

Organizzato dalla commissione famiglia della Camera civile di Napoli Nord, il convegno ha avuto l’obiettivo di  sensibilizzare non solo gli operatori del diritto, ma principalmente i non operatori su un tema così scottante, soprattutto negli ultimi tempi.

Il meeting ha visto l’intervento di relatori competenti e di un nutrita presenza di pubblico. Ai saluti di rito del sindaco di Aversa Alfonso Golia, di Gianfranco Mallardo, presidente della locale sezione del Coa e di Carlo Maria Palmiero, presidente della Camera civile, è seguito il primo intervento della senatrice Valeria Valente, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio.

Fra i relatori Francesca Sequino, magistrato presso il Tribunale di Napoli Nord, gli avvocati Maria Iorio e Vincenzo di Vaio, Raffaele Cannizzaro, prefetto e commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso e dei reati violenti, la criminologa Antonella Formicola, Roberta Beolchi, presidente dell’associazione “Adela”. A Pierpaolo Damiano, componente della commissione famiglia della Camera civile di Napoli Nord, il compito di moderare gli interventi.

Il seminario è partito da un dato di fatto evidenziato anche dalla senatrice: le leggi vigenti sono valide, ma da sole non bastano. “Il femminicidio è un problema culturale, – ha proseguito la parlamentare – e per risolverlo bisogna partire dalle scuole. Le leggi prevedono fondi a favore dei minori, e non solo, vittime di violenze. Grazie all’ultima finanziaria tali fondi sono aumentati”.

Sulla stessa linea il prefetto Raffaele Cannizzaro, mentre il Pm Francesca Sequino e il legale Vincenzo di Vaio hanno evidenziato che “le leggi presentano delle criticità sul piano esecutivo”. In poche parole, senza gli strumenti, i fondi formativi e il rafforzamento della rete che deve dare supporto alle vittime, sono leggi belle, ma che difficilmente si possono applicare.

Sotto l’aspetto civilistico, i relatori anche in questo caso hanno espresso delle critiche sul collegamento tra il ruolo del giudice tutelare e gli altri attori istituzionali che operano nel settore della tutela dei minori. A ciò bisogna aggiungere l’insufficienza dei fondi da dirottare sulla formazione degli operatori e sopperire alla carenza di personale per dare risposte rapide.

Infine, l’avvocato Maria Iorio ha punzecchiato i presenti ricordando “i ritardi nel fissare le udienze e i provvedimenti superficiali che molto spesso vengono adottati. Ritardi e superficialità che, se eliminati – ha concluso – porterebbero a ridurre il numero delle violenze in famiglia”.

 

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Tags: Napoli
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