Proseguono le polemiche sui test di medicina. Questa volta, a finire nell’occhio del ciclone sono state le graduatorie anonime e l’indicazione del punteggio minimo d’accesso pubblicati il 17 settembre scorso sul portale Universitaly. Su 37 università in tutto il territorio nazionale presso le quali sono state svolte le prove d’accesso alla facoltà di medicina, si sarebbero registrate anomalie e irregolarità in ben 23 atenei. A denunciare questa preoccupante situazione è stata Consulcesi, network legale che da oltre un ventennio è impegnato nella tutela dei diritti dei medici.
Le segnalazioni più eclatanti sono state raccolte in due delle più importanti università italiane. All’Università Statale di Milano è stata denunciata la presenza di plichi già aperti e l’attuazione di un sorteggio sospetto. All’Università “Federico II” di Napoli, invece, sono state segnalate risposte modificate durante la consegna del compito, nonostante il tempo fosse scaduto. Ulteriori anomalie segnalate negli altri atenei italiani hanno fatto emergere il mancato rispetto dei limiti di orario, incongruenze tra i codici anagrafici e i rispettivi plichi consegnati, il mancato rispetto delle normative anti Covid-19 e l’utilizzo di smartphone e di apparecchiature elettroniche in aula nonostante ciò fosse severamente vietato, pena l’esclusione dal test. A conferma di quest’ultima irregolarità ci sarebbe stato, nelle ore in cui si svolgeva la prova, un aumento considerevole delle ricerche delle parole chiave su Google così come evidenziato anche da Google Trends. Molti studenti hanno fatto inoltre notare che le domande del test di medicina erano molto simili a quelle del test di veterinaria svoltosi il giorno prima. Si tratta quindi di una situazione complessa e ricca di anomalie che potrebbe pertanto aprire le porte del ricorso da parte degli studenti esclusi dalla graduatoria.
“Sono molte le irregolarità rilevate ai test di medicina di quest’anno. Il rischio è di avere parecchie prove nulle e di far saltare il sistema di selezione”, dichiara Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi, che prosegue: “In questa situazione gli studenti esclusi hanno diverse possibilità di riammissione tramite il ricorso”. Tortorella non si esime inoltre dal polemizzare sui criteri di ammissione al test: “Da anni sosteniamo che le modalità di ammissione alla facoltà di medicina vadano cambiate. I medici del futuro non possono essere scelti con domande a risposta multipla”. Il presidente del network legale si sofferma inoltre sulle possibili alternative: “Andrebbe pensato uno sbarramento al primo anno del corso di laurea, come accade in Francia o una selezione che tenga conto anche del curriculum dello studente come avviene in Spagna”.
“Le novità introdotte quest’anno hanno generato solamente ulteriore caos e confusione”, spiega Tortorella sul sito di Consulcesi, facendo il punto della situazione. “Se è vero che quest’anno c’è stato un aumento dei posti disponibili è altrettanto vero che si tratta di numeri ancora troppo esigui per garantire un servizio sanitario nazionale di livello, senza carenze di personale e con medici preparati. Questo sistema è sbagliato e negli anni ha dimostrato di essere inadeguato nel selezionare i medici del futuro”. Secondo il presidente di Consulcesi, dunque, sarebbe scorretto l’intero meccanismo di selezione. Tesi suffragata anche da diverse organizzazioni studentesche tra cui Link – Coordinamento universitario che più volte ha chiesto un tavolo di confronto ministeriale per discutere dell’abolizione del numero chiuso a medicina. Alle richieste e alle domande degli studenti, tuttavia, non è arrivata mai nessuna risposta da parte del Miur. Per raccogliere le segnalazioni e le testimonianze degli studenti al fine di tutelarli da possibili irregolarità e scorrettezze avvenute durante i test è stato inoltre attivato il portale web www.numerochiuso.info.
Su tutto il territorio nazionale, gli studenti che hanno partecipato al test di medicina sono in totale 66.638 dei quali solamente 13.702 potranno sedersi nelle aule della facoltà di medicina. La graduatoria finale, su base nazionale, verrà stilata il prossimo 29 settembre. Per quanto riguarda la Campania sono stati 4.508 i candidati che hanno svolto la prova presso la “Federico II” dove i posti disponibili sono 557; 1.350 invece i candidati dell’Università Luigi Vanvitelli che aprirà le porte a 550 studenti di medicina. L’Università del Sannio ha accolto invece 338 candidati, mentre sono stati 1.900 gli studenti che hanno svolto il test per entrare nella facoltà di medicina dell’Università degli Studi di Salerno.
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