Ha subito l’amputazione di entrambe le gambe G. B. F., il ragazzo di 21 anni ferito qualche giorno fa a colpi di pistola a Sant’Antimo, nel Napoletano. Il giovane, incensurato, era stato vittima di una banale lite per futili motivi di viabilità; una discussione accesa per una precedenza a un incrocio è finita in tragedia, con G. B. F. ricoverato in ospedale in gravi condizioni e in coma farmacologico. I medici hanno cercato di fare il possibile, ma per salvare la vita al ragazzo sono stati costretti ad amputargli le gambe. A ricostruire quello che era successo la notte del 21 settembre è stato l’amico che era insieme al ventunenne, anche lui lontano da ambienti di criminalità. Il giovane ha raccontato che avevano avuto un diverbio con alcuni coetanei. Una lite banale, diventata qualcosa di serio. Uno screzio che sembrava non dovesse avere conseguenze e che è invece degenerato.

Un mese fa, un uomo si trovava all’interno della sua vettura quando è stato raggiunto da una raffica di proiettili. Il quarantunenne è stato barbaramente ucciso a Giugliano in Campania, in provincia di Napoli. Secondo le prime testimonianze, era fermo in via Primo Maggio; a un certo punto è stato avvicinato da una persona che ha esploso diversi colpi d’arma da fuoco uccidendolo sul colpo. Precedentemente, un episodio simile era accaduto a Gragnano, sempre nel Napoletano, dove era stato ucciso a colpi di fucile, nei pressi della propria abitazione, Matteo Dello Ioio, pregiudicato quarantunenne residente nel quartiere di Aurano, zona collinare del comune di Gragnano, nella città metropolitana di Napoli, freddato da una raffica di proiettili. I sicari avevano atteso il proprio bersaglio nascondendosi in una macchia di vegetazione, dileguandosi a gran velocità dopo aver messo a segno l’agguato mortale. Della vicenda si erano occupati gli uomini dell’Arma dei carabinieri, giunti sul posto poco dopo l’omicidio. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, una spiegazione a questo cruento fatto di sangue potrebbe celarsi nella vicinanza di Dello Ioio ai trafficanti di canapa indiana attivi nell’area dei monti Lattari.

