È stato barbaramente ucciso a colpi di fucile, nei pressi della propria abitazione, Matteo Dello Ioio, pregiudicato quarantunenne residente nel quartiere di Aurano, zona collinare del comune di Gragnano, nella città metropolitana di Napoli, freddato da una raffica di proiettili intorno alle 21 di ieri sera. I sicari avrebbero atteso il proprio bersaglio nascondendosi in una macchia di vegetazione, dileguandosi a gran velocità dopo aver messo a segno l’agguato mortale, che ha ucciso il quarantunenne all’istante. Sulla vicenda indagano ora gli uomini dell’Arma dei carabinieri, giunti sul posto poco dopo l’omicidio. Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, una spiegazione a questo cruento fatto di sangue potrebbe celarsi nella vicinanza di Dello Ioio ai trafficanti di canapa indiana attivi nell’area dei monti Lattari.
Sempre a Gragnano, lo scorso 24 maggio, un ragazzo di diciassette anni è morto a seguito delle coltellate riportate nel corso di una lite, durante la quale rimase gravemente ferito anche un suo amico trentenne. Secondo quanto ricostruito dalla polizia i due giovani, N.M. di diciassette anni e Carlo Langellotti di trent’anni, entrambi di Pimonte, comune ai piedi dei monti Lattari, al momento dei fatti si trovavano nei pressi di via Vittorio Veneto, a Gragnano. Qui è poi scoppiata una violenta lite, presto degenerata. Nella colluttazione i due ragazzi di Pimonte ebbero la peggio: il trentenne Carlo Langellotti, nonostante le ferite da taglio ricevute, riuscì a caricare l’amico colpito mortalmente a bordo della propria autovettura, recandosi presso il pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Qui il personale medico ha aveva prestato a entrambi le dovute cure con celerità, ma per il più giovane di loro non c’era stato nulla da fare: N.M. è infatti morto infatti per dissanguamento a pochi minuti dal ricovero in ospedale.

