I funzionari dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, in sinergia con i finanzieri in servizio presso l’aeroporto di Capodichino, nel corso di un controllo presso lo scalo partenopeo, hanno rinvenuto nei bagagli di un passeggero di nazionalità ghanese in arrivo da Istanbul oltre 3.700 compresse medicinali illegali, prive di ogni certificazione richiesta dalla normativa nazionale e comunitaria. Tenuto conto dell’eccessivo quantitativo accertato e del divieto di introdurre farmaci sul territorio nazionale senza le prescritte autorizzazioni dell’Aifa, i prodotti sono stati sottoposti a sequestro e il passeggero denunciato all’Autorità giudiziaria per violazione della normativa di settore.
Il risultato si inserisce nel quadro delle attività di controllo svolte quotidianamente dai finanzieri e dai funzionari dell’Agenzia delle dogane all’interno degli spazi doganali, volte alla prevenzione e alla tutela della salute pubblica messa a rischio da prodotti illegali e di scarsa qualità.
Un mese fa, un episodio simile. Voleva eludere i controlli, lasciando incustodite le valigie piene di medicinali illegali e farmaci non a norma nell’aeroporto di Capodichino, dove i funzionari dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, insieme ai militari della guardia di finanza, hanno sequestrato ben 1.033 confezioni di medicinali e farmaci privi di certificazione e documentazione necessarie per la normativa comunitaria e nazionale. I prodotti sono stati rinvenuti durante un’operazione di sdoganamento e controllo dei bagagli individuali.
Il responsabile, un viaggiatore giunto in Italia anche in quel caso dal Ghana, via Parigi, aveva deciso di scappare dai possibili controlli lasciando i bagagli sui nastri trasportatori, per poi dichiararli subito dopo come smarriti. Nonostante l’ingegnoso metodo, l’uomo non è riuscito a eludere i controlli, mentre le valigie giacevano nell’ufficio Lost&found dell’aerostazione. Il passeggero ghanese, residente nella provincia di Caserta, è stato denunciato per la violazione dell’articolo che concerne l’importazione e commercializzazione di medicinali, rischiando una multa fino a un massimo di 100mila euro e l’arresto fino a un anno. Tra i medicinali rinvenuti e posti sotto sequestro, pillole, compresse e spray di vario genere. Questi, se immessi nel mercato, avrebbero portato a un grosso guadagno per il rivenditore, a scapito, però, della salute dei potenziali acquirenti.
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