Una nuova nottata in strada per protestare contro i provvedimenti restrittivi adottati dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, che ha deciso di usare il pugno duro per contenere la crescita vertiginosa dei casi di Covid-19 sul territorio. Ieri si sono riunite circa 2mila persone, le quali hanno sfilato in corteo lungo le aree pedonali del Vomero, a Napoli, gridando cori contro il governatore regionale e il premier Giuseppe Conte. I manifestanti hanno chiesto tutele sociali ed economiche per tutti. Il serpentone in via Luca Giordano ha incrociato altre persone provenienti da piazza Medaglie d’oro. Questa volta non ci sono stati scontri, né scene di violenza e la manifestazione è filata via in maniera tranquilla, anzi, le forze dell’ordine all’arrivo del corteo hanno aperto lo sbarramento permettendo il passaggio verso piazza degli Artisti, dove si è tenuto un sit-in.

Tre giorni fa, c’era stata una guerriglia urbana sempre a Napoli contro il coprifuoco. Migliaia di persone, soprattutto giovani, infatti, si erano radunate in alcuni punti del centro del capoluogo partenopeo per protestare contro la stretta decisa dalla Regione Campania. Le convocazioni erano partite con un tam tam sui social network e, poco prima dell’orario di entrata in vigore del coprifuoco, in centinaia si erano ritrovati in largo San Giovanni Maggiore, davanti alla sede storica dell’Orientale, con tanto di striscioni e fumogeni accesi in segno di protesta contro il governo regionale e quello nazionale. Il principale bersaglio dei cori che si sono ben presto alzati dal corteo era soprattutto uno: il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, colpevole a detta dei manifestanti di una decisione che, a loro dire, violerebbe la libertà individuale e sarebbe molto dannosa per l’economia del territorio. In molti, volutamente, ostentavano la mascherina protettiva abbassata o, ancora peggio, evitavano di indossarla, mentre il corteo s’ingrossava sempre di più man mano che attraversava le vie del centro in direzione di via Santa Lucia.

