Dagli arresti domiciliari alla detenzione in carcere: si inasprisce il provvedimento di custodia cautelare per Raffaele Conte, sessantasettenne di Teverola, colpevole di aver violato le misure detentive a cui era sottoposto dal mese di novembre del 2019 con l’accusa di stalking. L’uomo, infatti, da diverso tempo tormentava la nipote con continui atti violenti e vessatori, comportamenti che avevano gettato la donna in un drammatico stato di ansia e paura, gravoso a tal punto da indurla a un radicale cambiamento del proprio stile di vita. Tra i tanti episodi ricostruiti dagli inquirenti, spicca un caso in cui Conte aggredì la nipote, che si trovava in quel momento in compagnia della sorella, prendendola di mira prima verbalmente e poi fisicamente, colpendola con ripetuti calci e pugni all’addome e procurandole lesioni per le quali alla donna era stata emessa una prognosi di quindici giorni.
A seguito del fatto, per l’uomo erano scattati gli arresti domiciliari con l’utilizzo del braccialetto elettronico, regime dal quale aveva ritenuto di evadere lo scorso 9 febbraio, data in cui si è allontanato la propria abitazione dopo aver rotto il dispositivo di controllo, che ha dato immediatamente l’allarme alle autorità. Rintracciato dalle forze dell’ordine nei pressi di un bar di Teverola, Conte era stato scortato di nuovo presso il proprio domicilio dove è rimasto fino a quando, in virtù della trasgressione commessa, la terza sezione penale del Tribunale di Napoli Nord ha deciso di inasprire le misure cautelari emesse nei suoi confronti. Gli agenti dell’ufficio misure di prevenzione del commissariato di Aversa, quindi, hanno provveduto a trasportare l’uomo presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, dove l’arrestato rimarrà a disposizione della competente autorità giudiziaria.

