La pioggia incessante di questi giorni, sommata alle restrizioni ormai presenti da mesi per contrastare il Covid-19, non aiuta di certo a tirare su il morale di tante persone. E, forse, chi ne sta risentendo di più sono proprio i più piccoli. Questi ultimi sono stati i protagonisti di un incontro virtuale organizzato da Officina femminista, l’associazione femminista di Orta di Atella, assieme a Mio nonno è Michelangelo, libreria di Pomigliano D’Arco, che, unendo le forze, hanno dato vita a Piccole storie di libertà – Letture e pratiche femministe per bambine e bambini, ovvero incontri virtuali basati sulla lettura di storie che hanno come compito principale quello di eliminare ogni tipo di pregiudizio.
Il primo meeting, tenutosi oggi, s’è aperto con la lettura di Cappuccetto rosso. Le bambine toste si salvano da sole, di Bethan Woollvin: una rivisitazione della classica favola in chiave femminista, dove, in questo caso, è Cappuccetto rosso ad avere la meglio sul lupo. Si è poi proseguito con la lettura di Lettera a un bambino di Jason Rosenthal e Paris Rosenthal e Lettera a un bambina di Paris Rosenthal e Amy Krouse Rosenthal, due libri speculari che cercano di rompere ogni tipo di schema e pregiudizio che avvolgono sin dalla tenera età maschi e femmine. Questi momenti di lettura sono stati, in realtà, spazi di riflessione non tanto per i genitori ma proprio per i bambini, che hanno seguito con grande interesse, intervenendo su questioni di genere e su cosa sia giusto o sbagliato. Ne è scaturito un intenso dibattito, con i più piccoli che hanno dimostrato di non avere barriere o preconcetti: le bambine possono avere i capelli corti e giocare a calcio o rugby, i bambini possono avere paura di qualcosa che li spaventa, decidere di iscriversi a danza e amare il colore rosa. Tra le vocine entusiaste si potevano, quindi, ascoltare frasi come “I bambini maschi hanno gli stessi diritti delle femmine”, a dimostrazione quindi non solo di quanto siano radicati in loro concetti come quello dell’equalità – che i grandi spesso dimenticano – ma anche come, nel loro mondo, le “femmine” non abbiano meno diritti semplicemente perché per loro è impensabile.


