Tra le tisane detox più in voga negli ultimi anni, vi è quella nata dall’associazione di acqua, zenzero e limone. Cerchiamo di capire se si tratta unicamente di una “diceria popolare” o vi sono reali fondamenti scientifici con studi annessi che ne provano l’efficacia e i benefici. Per far ciò, poniamo la nostra attenzione sulle due componenti chiave: ovvero lo zenzero e il limone. Lo zenzero è una pianta ricca in attivi, dai quali dipendono le proprietà a essa associate. Questi attivi sono contenuti nel “rizoma”, ossia una sorta di fusto sotterraneo che possiamo tranquillamente acquistare. Si tratta di: olio essenziale, gingeroli e derivati dei gingeroli. Queste sostanze appena citate fanno sì che lo zenzero sia un ottimo antiemetico (riduce la nausea e blocca gli episodi di vomito) e digestivo (poiché stimola la produzione di saliva, succhi gastrici e bile). Proprio per tali azioni lo troviamo presente in preparazioni consigliate per soggetti con problemi di mal d’auto o mal di movimento, o anche in soggetti che soffrono di dispepsia, cattiva o lenta digestione.

Ma i benefici dello zenzero non finiscono qui. È possibile includerlo tra gli antiossidanti, antinfiammatori, antipiretici, anticoagulanti e ipocolesterolemizzanti naturali. Ha azione astringente (un toccasana per problemi di diarrea), espettorante (ottimo per raffreddore, mal di gola). Uno studio mostra come esso sia utile nell’abbassare i livelli di glicemia a digiuno. Favorisce il contenimento del livello di colesterolo. Promuove la perdita di peso. Chi non dovrebbe far uso di zenzero o quanto meno solo a seguito di consulto medico? Quelle persone che fanno uso di anticoagulanti o con problemi a carico dell’apparato digerente, in gravidanza e allattamento.

