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Napoli Nord, un tribunale “work in progress”: otto anni di personale insufficiente e problemi logistici

I dati allarmanti del presidente facente funzioni Marcello Sinisi e del direttore amministrativo Nicola Minerva. "C'è bisogno di una risposta adeguata dello Stato"

Pier Paolo De Brasi di Pier Paolo De Brasi
17 Febbraio 2021
in Cronaca
A sinistra il presidente facente funzioni del Tribunale di Napoli Nord Marcello Sinisi, a destra il direttore amministrativo Nicola Minerva

A sinistra il presidente facente funzioni del Tribunale di Napoli Nord Marcello Sinisi, a destra il direttore amministrativo Nicola Minerva

Da emblema di riscatto, a ennesima occasione mancata per un territorio martoriato. Dopo solo otto anni di vita il Tribunale di Napoli Nord rischia di implodere se non si porrà rimedio a una situazione giudicata da tutti molto critica. Al campanello d’allarme del presidente della Corte d’Appello Giuseppe De Carolis di Prossedi, durante l’apertura dell’anno giudiziario, è seguita la conferma degli avvocati Felice Belluomo e Carlo Maria Palmiero, rispettivamente presidenti della camera penale e civile del foro normanno. Anche per il presidente facente funzioni Marcello Sinisi e per il direttore amministrativo con funzione vicaria Nicola Minerva “c’è bisogno di una risposta dello Stato adeguata” per l’unico tribunale in Italia che copre un territorio fra due province – tristemente note come Terra dei fuochi – e che ha un bacino di utenza di oltre un milione abitanti, suddiviso in 38 Comuni.

Sinisi, che ha sostituito Elisabetta Garzo, ora a Napoli, ad aprile lascerà il posto a Pierlugi Picardi; il presidente snocciola alcuni numeri per rendere meglio l’idea delle difficoltà di un tribunale nato nel 2013 a carico zero carico, ma presto sommerso dagli arretrati. “In pianta organica dovremmo avere 86 magistrati, ma ne sono presenti 75: ne mancano, quindi, 11. Il personale amministrativo è composto da 145 unità, fra effettivi e applicati provenienti da altre strutture, su una pianta organica di 151. Ma quel che vorrei evidenziare è che, rispetto ad altri tribunali dove sono presenti due o, addirittura, tre cancellieri per ogni magistrato, ad Aversa il rapporto scende a uno e mezzo. Quindi, su 86 magistrati previsti, dovremmo avere almeno 172 unità di personale amministrativo di medio/alto profilo, cioè gli assistenti, cancellieri e funzionari. Mancano, infatti, soprattutto quelle qualifiche intermedie o superiori che vanno a supporto del magistrato. Naturalmente, quindi, tutto ciò ha una ricaduta sulla durata dei procedimenti”. Minerva fa eco al discorso di Sinisi puntando sul fatto che “basterebbe confrontare gli altri tribunali di pari livello con Napoli Nord. Abbiamo, ad esempio, 38 funzionari giudiziari in organico, effettivi 23, ne mancano, quindi, 15. Questa è una qualifica che permette di muovere facilmente l’atto giudiziario, ma Aversa paga anche lo scotto sulla distribuzione dei vincitori di concorsi. Su un concorso di operatore a tempo determinato la distribuzione è stata la seguente: 12 a Santa Maria Capua Vetere, 30 a Napoli e solo 4 a Napoli Nord, fra Tribunale e Procura. Questo la dice lunga su come non si riesce a comprendere quali problematiche siano presenti ad Aversa”.

“In realtà – prosegue Sinisi – più in un ufficio si lavora per carenza di personale, meno è appetibile. Eppure, non siamo una realtà che non funziona. Lo stesso presidente della Corte d’Appello di Napoli ha dato atto che siamo fra i più produttivi. Il Tribunale di Napoli Nord ha offerto una produttività significativa, anche in questo periodo di Covid, grazie all’impegno di magistrati, personale amministrativo e avvocatura. La stessa Corte d’Appello ha affermato che non è, dunque, un problema di organizzazione, ma di una criticità strutturale, cioè non ci sono risorse umane adeguate alle sopravvenienze”. Il presidente facente funzione punta il dito su un’altra questione irrisolta. “Il vero problema di fondo è logistico, perché anche se arrivasse personale sufficiente non sapremmo dove metterlo. L’ex cavallerizza nell’ex Opg dista cinquanta metri dal tribunale. È un edificio di proprietà del ministero della Giustizia con fondi già stanziati per i lavori di adeguamento, così da realizzare tre aule destinate allo svolgimento dei maxi processi. C’è un cartello ‘ingresso aula bunker’, ma noi non abbiamo un’aula bunker e per i processi con un numero considerevole di imputati godiamo dell’ospitalità di Santa Maria Capua Vetere e Napoli, con relativo dispendio economico, perché dobbiamo spostare uomini e mezzi. La verità – conclude Sinini – è che, da quando è nato, nessun ministro della Giustizia ha visitato il Tribunale di Napoli Nord. Speriamo che il ministro Marta Cartabia prenda coscienza dello stato del tribunale e i giusti provvedimenti”.

“Vorrei dare gli ultimi dati”, interviene Minerva. “Al 31 dicembre 2020 solo le pendenze nel contenzioso civile ordinario, comprese le materie speciali, sono 47.355, mentre nel penale, tra gip e dibattimenti, siamo a 43.425. Questo è un tribunale che vive nella sua originaria provvisorietà: è ancora work in progress. L’assetto stabile – sostiene, infine, il direttore amministrativo – non mai c’è stato”.

Il Tribunale di Napoli Nord ad Aversa

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