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Home Cronaca Caserta

Casapesenna, l’ex sacerdote “esorcista” don Michele Barone torna libero

Il parroco è stato condannato in primo grado a 12 anni di carcere per maltrattamenti e lesioni procurate a un'adolescente durante un esorcismo

Giuseppe Cerreto di Giuseppe Cerreto
22 Giugno 2021
in Caserta, Cronaca
don Barone

Dopo quasi quattro anni di carcere è tornato di nuovo libero don Michele Barone, l’ex sacerdote del Tempio di Casapesenna, nel Casertano, condannato in primo grado a 12 anni di reclusione in quanto considerato dai giudici del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere colpevole di maltrattamenti e di lesioni compiute ai danni di una ragazzina appena adolescente durante alcuni riti di esorcismo non autorizzati dalla Chiesa cattolica. La decisione di scarcerazione del parroco casertano è stata presa durante un’udienza del processo di secondo grado dalla Corte d’Appello di Napoli, la quale ha ravvisato l’“insussistenza delle esigenze cautelari” nei confronti del sacerdote.

Don Michele Barone fu tratto in arresto nel febbraio del 2018 con le pesanti accuse di violenze sessuali, tanto che durante il processo i Pubblici ministeri chiesero ben 22 anni di carcere. Tali accuse però decaddero e la pena nei confronti del parroco venne ridotta a 12 anni. Lo stesso parroco fu, infatti, accusato di aver perpetrato violenze fisiche ai danni di una ragazzina disabile con la complicità dei genitori della vittima. L’adolescente soffriva di una terribile patologia psichiatrica, tuttavia i genitori, anziché proseguire le cure alle quali era stata sottoposta all’ospedale Bambin Gesù di Roma, decisero di affidare le sorti della tredicenne nelle mani del parroco, in quanto erano convinti che la figlia fosse posseduta dal demonio. I pericolosi riti di esorcismo furono così eseguiti sul corpo della povera ragazzina senza che vi fosse stata alcuna autorizzazione concordata da parte delle autorità ecclesiastiche. Per tali vicende nel 2019 don Barone fu privato dell’abito monacale per ordine dello stesso Papa Francesco.

All’interno di questa macabra storia furono coinvolti anche i genitori della vittima accusati di essere complici delle condotte del parroco. Nei loro confronti l’accusa aveva chiesto in totale 15 anni di carcere, commutati successivamente in otto, dopo la denuncia elevata dalla sorella maggiore. I Pm avevano chiesto, infine, anche cinque anni di carcere nei confronti del commissario di polizia Luigi Schettino il quale, sempre secondo le accuse, avrebbe cercato di convincere la sorella della vittima a ritirare la denuncia nei confronti del prete e dei suoi genitori. Schettino è stato poi assolto.

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Tags: CasapesennaDon Michele Baroneprimopiano
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