Dopo quasi quattro anni di carcere è tornato di nuovo libero don Michele Barone, l’ex sacerdote del Tempio di Casapesenna, nel Casertano, condannato in primo grado a 12 anni di reclusione in quanto considerato dai giudici del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere colpevole di maltrattamenti e di lesioni compiute ai danni di una ragazzina appena adolescente durante alcuni riti di esorcismo non autorizzati dalla Chiesa cattolica. La decisione di scarcerazione del parroco casertano è stata presa durante un’udienza del processo di secondo grado dalla Corte d’Appello di Napoli, la quale ha ravvisato l’“insussistenza delle esigenze cautelari” nei confronti del sacerdote.
Don Michele Barone fu tratto in arresto nel febbraio del 2018 con le pesanti accuse di violenze sessuali, tanto che durante il processo i Pubblici ministeri chiesero ben 22 anni di carcere. Tali accuse però decaddero e la pena nei confronti del parroco venne ridotta a 12 anni. Lo stesso parroco fu, infatti, accusato di aver perpetrato violenze fisiche ai danni di una ragazzina disabile con la complicità dei genitori della vittima. L’adolescente soffriva di una terribile patologia psichiatrica, tuttavia i genitori, anziché proseguire le cure alle quali era stata sottoposta all’ospedale Bambin Gesù di Roma, decisero di affidare le sorti della tredicenne nelle mani del parroco, in quanto erano convinti che la figlia fosse posseduta dal demonio. I pericolosi riti di esorcismo furono così eseguiti sul corpo della povera ragazzina senza che vi fosse stata alcuna autorizzazione concordata da parte delle autorità ecclesiastiche. Per tali vicende nel 2019 don Barone fu privato dell’abito monacale per ordine dello stesso Papa Francesco.

