Nel 1978, a Roma, il senatore democristiano Aldo Moro venne dapprima sequestrato e poi successivamente ucciso dal gruppo terroristico delle Brigate Rosse. Il suo corpo, dopo cinquantacinque giorni di prigionia, venne ritrovato nel bagaglio di una Renault 4 di colore rosso nel centro della Capitale. In molti, in seguito alla sua morte, hanno e continuano a tenere viva la memoria di questo politico, tra i più importanti dell’Italia repubblicana.
Domani 26 giugno, si terrà, per il ciclo di incontri Dialoghi sulla Democrazia, un digital talk organizzato da Comunità solidale Aversa e Democrazia & Territorio, dal titolo L’eredità di Aldo Moro: l’uomo e il politico. “La tragica morte di Aldo Moro ha segnato la storia della nostra Repubblica, ma il suo insegnamento rimane vivo, così la sua testimonianza di politico improntata al rigore, alla sobrietà, ai più alti valori della democrazia – afferma Lucio Romano, ex senatore e presidente di Comunità solidale – ed è necessario riprendere il filo di un approfondimento politico, il suo appello alla coscienza sociale, i contenuti e i ragionamenti nell’attualità di una stagione confusa e incerta“. .

