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Home Lifestyle

Alla scoperta dei borghi più belli della Campania / #5

Si conclude nel Salernitano il nostro viaggio tra le bellezze storico-monumentali e ambientali dei paesini più suggestivi e pittoreschi del territorio regionale

redazione di redazione
16 Agosto 2020
in Lifestyle
Trentinara borghi

Tramonto dalla piazzetta panoramica di Trentinara nel Cilento

Si conclude nel Salernitano il viaggio del nostro giornale tra i borghi più belli della Campania, dopo aver raccontato nei giorni scorsi i piccoli comuni più caratteristici della provincia di Napoli, di quella di Caserta, del Sannio e dell’Irpinia. La provincia di Salerno è ricchissima di luoghi ameni e capaci di ritemprare lo spirito e il corpo di coloro che decideranno di abbandonarsi a quel mix unico e irresistibile di ricchezze ambientali, storico-monumentali, enogastronomiche, culturali e legate al folklore e alle antiche tradizioni del territorio. Il nostro itinerario attraverso i borghi salernitani inizia tra gli splendori della Costiera amalfitana per poi proseguire in mezzo alla natura incontaminata e a tratti selvaggia del Cilento interno, prezioso per la possibilità rara di abbinare mare (raggiungibile facilmente e in poco tempo), campagna e montagna.

Il tragitto lungo i borghi della Costiera inizia a Conca De’ Marini, il comune meno esteso della Campania dopo Atrani con i suoi appena 675 abitanti. Tradizionale meta nei decenni delle vacanze di vip italiani e stranieri – da Gianni Agnelli alla principessa Margaret d’Inghilterra fino alla first lady Jacqueline Kennedy – è stata dichiarata nel 1997 patrimonio dell’umanità dall’Unesco, assieme al resto della Costiera, a certificare l’unicità di luoghi d’incanto che sembrano baciati dagli dei. La stessa Atrani, la perla della Costiera amalfitana situata tra il mare e l’alta scogliera, con la sua struttura tipicamente medioevale sembra fatta apposta per lasciare a bocca aperta i visitatori. Tra le mete predilette dei grand tour di tanti intellettuali mitteleuropei otto-novecenteschi, negli anni venti del Novecento catturò l’animo di un artista eccentrico come Escher, che proprio in Costiera dipinse ben centodieci sue opere, ma anche di un teorico raffinato come Walter Benjamin, che nel 1924 ne descrisse così i luoghi più caratteristici: “La curva scalinata barocca in leggera salita verso la chiesa. La cancellata dietro la chiesa. Le litanie delle vecchie all’avemaria: propedeutica alla prima classe del trapasso. Se ci si gira la chiesa confina, come Dio stesso, col mare. […] Vicoli come canali di ventilazione. Nella piazza del mercato una fontana. Verso sera, donne ai suoi bordi. Poi solitaria. Un gorgogliare arcaico”.

Tra le località più rinomate e suggestive della Costiera, poi, c’è certamente Ravello, città della musica per eccellenza grazie a una tradizione che oggi si rinnova nel celebre festival e nei tanti eventi che si svolgono all’interno dell’esclusivo auditorium progettato dal grande architetto brasiliano Oscar Niemeyer e a lui intitolato. Villa Rufolo, Villa Cimbrone, la Terrazza dell’infinito, gli echi della musica classica fanno tornare alla mente gli ozii e gli splendori della Dolce vita e rimandano alle presenze di storici frequentatori di Ravello come, tra i tanti, lo scrittore e commediografo Gore Vidal. La bellezza della vicina Cetara rinvia, invece, direttamente agli echi del mar Tirreno sublimati in tradizioni culinarie come l’apprezzatissima colatura di alici e il tonno pescato e mangiato sempre fresco. Ma tra Furore, Scala, Tramonti, la frazione Albori di Vietri sul mare (con i suoi terrazzi coltivati a limoni e le case bianche baciate dal sole) e tanti altri borghi magnifici anche se meno conosciuti rispetto a località celeberrime come Amalfi o Positano, la Costiera offre centinaia di occasioni di relax, divertimento e contatto diretto con la natura, la cultura, la storia, anche grazie alla presenza di percorsi naturalistici di gran pregio, ideali per il trekking, come il famoso “Sentiero degli dei”.

Proseguendo verso Sud, dalla Costiera amalfitana si arriva in Cilento, dove sono presenti altri borghi molto belli. La porta d’ingresso è rappresentata da Capaccio-Paestum lungo la costa, mentre salendo verso l’interno per una mezz’oretta, in direzione del monte Vesole, si può giungere a Trentinara, il paese del pane tipico cilentano (celebrato ogni anno con l’affollatissima Festa del Pane), autentica “terrazza del Cilento” grazie alla presenza della sua piazzetta panoramica dalla quale è possibile godere una magnifica vista che da capo Palinuro include anche Capri. Proprio per valorizzare questo connubio tra verde e vista mozzafiato, da un paio d’anni l’amministrazione comunale trentinarese ha varato il Volo dell’angelo, un percorso spettacolare di alcune centinaia di metri su carrucola e cavo d’acciaio, per volare sulla valle sottostante e immergersi a tutta velocità nei paesaggi cilentani.

Poco distante, c’è Giungano, nota per le rinomate etichette enologiche e per cantine tipiche di alto livello che, qualche anno fa, attrassero anche l’attrice americana della serie tv Glee Naya Rivera (purtroppo scomparsa tragicamente nelle scorse settimane), che mentre era ospite del Giffoni Film Festival chiese di assaggiare i vini locali e fu accompagnata proprio nel piccolo comune cilentano. Entrati nel parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, però, le meraviglie si susseguono e così, in pochi chilometri, è possibile visitare le spettacolari grotte di Castelcivita e poi quelle di Pertosa-Auletta con tanto di fiume sotterraneo navigabile (il celebre Negro), oppure perdersi tra le strade fantasma dell’ormai abbandonata Roscigno vecchia o nella roccaforte di Teggiano, o spingersi verso Roccadaspide e poi Felitto (la patria del fusillo cilentano) per fare un bagno nelle gole del fiume Calore, o ancora lasciarsi ingolosire dalle tradizioni culinarie di Pisciotta, prima tra tutte quella delle rinomate alici di Menaica, storico presidio Slow Food al pari di tanti altri prodotti locali a partire dal gustoso e prezioso olio di oliva extravergine del Cilento. Il connubio tra mare e verde delle aree interne è ottimamente simboleggiato dal tragitto che unisce la perla costiera Acciaroli al vicino comune di Pollica (al quale appartiene), col suo castello medioevale del 1290, la cappella di San Pietro del 1524 e il convento di Maria Santissima delle Grazie, dei frati minori, risalente al 1611. E per chi volesse respirare aria di montagna, infine, è valida anche l’opzione di salire lungo il monte Cervati, il più alto della Campania con i suoi 1.899 metri, fino a visitare, in vetta, l’antica cappella e la grotta dedicate alla madonna della neve.

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Tags: AtraniCastelcivitaCetaraFurorePisciottaravelloRoccadaspideTramonti
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