Si conclude nel Salernitano il viaggio del nostro giornale tra i borghi più belli della Campania, dopo aver raccontato nei giorni scorsi i piccoli comuni più caratteristici della provincia di Napoli, di quella di Caserta, del Sannio e dell’Irpinia. La provincia di Salerno è ricchissima di luoghi ameni e capaci di ritemprare lo spirito e il corpo di coloro che decideranno di abbandonarsi a quel mix unico e irresistibile di ricchezze ambientali, storico-monumentali, enogastronomiche, culturali e legate al folklore e alle antiche tradizioni del territorio. Il nostro itinerario attraverso i borghi salernitani inizia tra gli splendori della Costiera amalfitana per poi proseguire in mezzo alla natura incontaminata e a tratti selvaggia del Cilento interno, prezioso per la possibilità rara di abbinare mare (raggiungibile facilmente e in poco tempo), campagna e montagna.
Il tragitto lungo i borghi della Costiera inizia a Conca De’ Marini, il comune meno esteso della Campania dopo Atrani con i suoi appena 675 abitanti. Tradizionale meta nei decenni delle vacanze di vip italiani e stranieri – da Gianni Agnelli alla principessa Margaret d’Inghilterra fino alla first lady Jacqueline Kennedy – è stata dichiarata nel 1997 patrimonio dell’umanità dall’Unesco, assieme al resto della Costiera, a certificare l’unicità di luoghi d’incanto che sembrano baciati dagli dei. La stessa Atrani, la perla della Costiera amalfitana situata tra il mare e l’alta scogliera, con la sua struttura tipicamente medioevale sembra fatta apposta per lasciare a bocca aperta i visitatori. Tra le mete predilette dei grand tour di tanti intellettuali mitteleuropei otto-novecenteschi, negli anni venti del Novecento catturò l’animo di un artista eccentrico come Escher, che proprio in Costiera dipinse ben centodieci sue opere, ma anche di un teorico raffinato come Walter Benjamin, che nel 1924 ne descrisse così i luoghi più caratteristici: “La curva scalinata barocca in leggera salita verso la chiesa. La cancellata dietro la chiesa. Le litanie delle vecchie all’avemaria: propedeutica alla prima classe del trapasso. Se ci si gira la chiesa confina, come Dio stesso, col mare. […] Vicoli come canali di ventilazione. Nella piazza del mercato una fontana. Verso sera, donne ai suoi bordi. Poi solitaria. Un gorgogliare arcaico”.

