Continua a destare allarme la siccità in Italia. “Abbiamo il 50% della neve che dovrebbe esserci sulle montagne, e siamo a meno della metà dei livelli di fiumi e laghi. Serve un ragionamento per un intervento immediato, che significherà anche razionamenti sulla distribuzione della risorsa” ad affermarlo è il ministro dell’Ambiente e la sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che parla di rischi sulla produzione idroelettrica e di possibili razionamenti dell’acqua e valuta la nomina di un commissario che abbia tutti i poteri sulla gestione dell’acqua.
Il tema sarà affrontato anche al Tavolo interministeriale sulle crisi idriche, istituito a Palazzo Chigi, che è stato convocato per il primo marzo. “Un primo appuntamento che vede protagonista tutta la squadra di governo per coordinare le strategie e rispondere alla grave crisi idrica che va profilandosi“, ha detto Alessandro Morelli, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla Programmazione economica. Poi ci saranno altri incontri tecnici che coinvolgeranno vari interlocutori e serviranno a mettere in campo una strategia contro una crisi che non sarà più straordinaria.
“Dopo un confronto con tutti i grandi consorzi che gestiscono le dighe e con i gestori del sistema idrico integrato nazionale, si potranno tirare quindi le somme – ha ribadito il ministro Fratin, aggiungendo che “questo governo ha intenzione di presentare un piano idrico nazionale, serve un ragionamento integrato per avere acqua da bere, per irrigare e per produrre energia“. Gian Marco Centinaio, vice presidente del Senato, insieme ad altri colleghi di partito ha annunciato la presentazione di una mozione. Secondo Centinaio, serve un commissario “che abbia pieni poteri e dica a Regioni ed enti: ‘Serve acqua, aprite le dighe’”