Un sassofonista e un compositore elettroacustico si esibiscono all’interno di una cappella di Napoli per trasformare in musica un dipinto di inizio ‘600. Proposta con questi termini, sembrerebbe una ricetta per uno spettacolo di nicchia, particolare certo, ma forse relativamente appetibile. Dare qualche dettaglio in più, tuttavia, potrebbe provocare un effetto diverso. Aggiungiamo allora che il sassofonista è Antonio Raia, mentre il compositore elettroacustico è Renato Fiorito. Se non bastasse, si può aggiungere che la cappella è quella prestigiosa del Pio Monte della Misericordia e, per dare un tocco finale che non lasci spazio a rifiuti, è possibile svelare che il dipinto è Le sette opere della Misericordia di Michelangelo Merisi, conosciuto dai più come Caravaggio.
Antonio Raia e Renato Fiorito sono diventati ormai due esponenti di spicco di un genere forse oscuro ai non addetti ai lavori, quell’avant-jazz nato anche grazie alle improvvisazioni di Miles Davis e John Coltrane, che oggi si unisce all’avanguardia musicale per creare atmosfere peculiari. Nel 2018 viene pubblicato per l’etichetta portoghese Clean Feed Records l’album Asylum, che porta con sé la particolare curiosità di essere stato registrato nel refettorio dell’ex asilo Filangieri di Napoli, presentando un suono che arriva senza nessuna sovraincisione, totalmente acustico. Girando l’Italia dei festival musicali come il Ground Music Festival o il Jazz is Dead Festival e calcando gli stessi palchi di illustri colleghi come John McPhee o Thurston Moore (Sonic Youth), si sono guadagnati numerosi attestati di stima nell’ambiente.

