Rimane molto alta l’allerta riguardo i furti nelle abitazioni, soprattutto durante la stagione estiva: ad Arzano, in provincia di Napoli, tre persone hanno scassinato la finestra di un edificio situato in vico Pellegrino e hanno portato con sé alcuni monili in oro. Grazie alla segnalazione di un vicino, preoccupato per il frastuono proveniente dalla casa, i carabinieri della locale tenenza sono riusciti a bloccare i malviventi, mentre tentavano di scavalcare i cancelli del cortile. I responsabili sono G. B., di 52 anni, V. D. S. di 19 anni e F. B., ventisettenne, tutti di Arzano e già noti alle forze dell’ordine, i quali sono stati arrestati e attualmente restano in attesa di giudizio. In seguito alle indagini svolte dai militari dell’Arma è stato appurato che i tre, approfittando dell’assenza dei proprietari, avevano sfondato la finestra di un’abitazione al piano terra per raggiungere il livello superiore. Sono quindi stati rubati diversi oggetti: tre collanine con un rosario, un paio di orecchini e un ciondolo, prontamente restituiti al proprietario. Nello specifico, uno dei tre ladri, mentre tentava di fuggire, è rimasto incastrato nel cancello dell’edificio, riportando contusioni guaribili in circa tre giorni. Tra i materiali sequestrati un palanchino in metallo, un cacciavite, un cappellino e tre passamontagna, tutti rinvenuti nel cortile.
Proprio ad Arzano, diversi giorni fa, un trentanovenne del posto è stato denunciato dai carabinieri per dichiarazioni mendaci e, secondo quanto previsto dall’articolo 367 del codice penale, per simulazione di reato. Il reo, affetto da ludopatia, aveva sperperato una discreta somma di denaro puntando tutto al videopoker e, per evitare che la famiglia lo venisse a scoprire, aveva denunciato ai carabinieri di aver subito una rapina. Fin dall’inizio, la sua testimonianza sull’accaduto era sembrata poco chiara e piena di incongruenze ai militari dell’Arma di Casoria: secondo quanto dichiarato dal trentanovenne, sarebbe stato affiancato da due rapinatori in moto mentre si trovava a bordo della sua auto all’altezza di viale Umberto Maddalena a Napoli. I malviventi gli avrebbero puntato una pistola alla tempia costringendolo ad accostare al fine di derubarlo degli oggetti di valore in suo possesso, sottraendogli così il portafoglio, il cellulare, l’orologio e una collanina d’oro. Il resoconto presentava tuttavia diverse lacune e incertezze nella ricostruzione dei dettagli della rapina.

