Con le rassicurazioni del prefetto, è terminata la protesta degli operatori del mercato ortofrutticolo ed è iniziata la girandola delle dichiarazioni. Il blocco stradale prima, l’occupazione dell’aula consiliare poi, hanno portato il sindaco Alfonso Golia e una delegazione degli operatori dal prefetto. Il quale ha preso l’impegno di dare al più presto una risposta sulla certificazione antimafia della ditta che dovrà effettuare i lavori.
Sul fronte delle dichiarazioni, il sindaco non è stato molto loquace, ma ha avuto parole di moderata soddisfazione. “Abbiamo fatto un altro passo in avanti per la riapertura del mercato ortofrutticolo. Non è stata una giornata semplice perché aperta da una protesta nelle strade della città e proseguita con l’aula consiliare occupata. Siamo stati ricevuti dal prefetto che ci ha garantito il massimo supporto, comprendendo l’emergenza che sta interessando la città”.
Al fianco degli operatori del Mof anche Orlando De Cristofaro. Il candidato alle prossime regionali e figlio dell’ex sindaco Enrico De Cristofaro, afferma di comprendere “benissimo l’esasperazione e la protesta di queste persone. Vogliono lavorare, vogliono che venga rispettato un loro sacrosanto diritto. Il lavoro è vita, garantirlo è un dovere delle istituzioni. Aiutare concretamente i lavoratori è la base, favorire investimenti, sostenere le aziende, invocare assunzioni è la strada da seguire. Nessuno ha la bacchetta magica, – conclude De Cristofaro – ma ad oggi in pochi ci hanno provato avendo ben chiaro l’obiettivo e la tutela della dignità”.
Ma l’intervento più polemico arriva in tarda serata. È il post del consigliere comunale Pasquale Fiorenzano, che risponde alle critiche verso l’amministrazione comunale e spiega il perché dei tempi lunghi per la soluzione del problema. “Non mi aspettavo né collaborazione, – esordisce Fiorenzano – né comprensione dalla parte politica che ha perso le elezioni sonoramente. Quello che mi manda in bestia però è quando le disavventure e i problemi vengono utilizzati per parlare a vuoto, a vanvera, senza conoscere”.