Uno spettro dal manto oscuro e dalle zanne acuminate si aggira, col favore delle tenebre, nelle campagne e nei boschi che circondano alcuni piccoli centri abitati di provincia. Carcasse di selvaggina, grosse impronte, confusi avvistamenti capaci di generare incredulità e psicosi in egual misura: prove empiriche della presenza di una grossa fiera sbucata, in apparenza, dal nulla. Non siamo nella caliginosa brughiera del Devon, lo spettrale palcoscenico su cui si aggirava il mastino dei Baskerville nato dalla penna di Arthur Conan Doyle, ma nell’entroterra campano, tra il Sannio e l’Irpinia. La bestia in questione, invece, sembrerebbe essere una grossa pantera, capace di coprire enormi distanze con discrezione e disinvoltura. I primi segni del suo passaggio sono stati rinvenuti, a fine maggio, nel Beneventano: resti di animali brutalmente dilaniati sono emersi ai margini del comune di Torrecuso e, pochi giorni dopo, il 25 maggio, la carcassa di un cane assalito e sbranato è stata ritrovata a Pesco Sannita. A seguito di queste prime scoperte, le autorità locali si sono subito messe all’opera, con l’aiuto del personale veterinario dell’Asl, per identificare l’autore degli inquietanti agguati: campioni prelevati dai reperti sono stati inviati a laboratori specializzati, per procedere all’identificazione del Dna, mentre i sindaci della zona hanno invitato i propri concittadini a usare estrema prudenza, specialmente nelle aree più isolate ai margini dei centri abitati.
Le ricerche sul campo, invece, sono state affidate ai carabinieri dei locali reparti forestali, che in pochi giorni hanno effettuato diverse battute di caccia nella vasta area che comprende anche Pietrelcina e Ceppaloni. Qui, gli specialisti del nucleo Cctes si sono avvalsi di strumenti all’avanguardia: speciali trappole munite di telecamere a infrarossi, capaci di registrare filmati anche nella più completa oscurità, sono state piazzate lungo il corso del fiume Sabato e del torrente Serretelle, luoghi dove sono avvenuti i primi avvistamenti della fiera. Incontri spaventosi ma, come s’è visto, spesso influenzati da un forte senso di suggestione: al diffondersi della notizia, infatti, si sono moltiplicate le segnalazioni poi rivelatesi non veritiere. In un caso, ad esempio, un gruppo di cittadini terrorizzati ha indirizzato i militari verso quello che, a parer loro, era un possibile nascondiglio della pantera. Un animale dal manto nero aveva, a onor del vero, costruito un riparo nel fogliame in questione, peccato che si trattasse di una gazza ladra e nulla più. Con i risultati dei test di laboratorio in ritardo causa trasloco del centro d’analisi – la suspense, alle volte, scaturisce da circostanze insospettabili – la pantera ha quindi deciso di estendere il proprio raggio d’azione spostandosi verso l’Irpinia. Come un fulmine a ciel sereno, il 3 giugno arriva la notizia di un avvistamento a Roccabascerana, nei pressi di San Martino Valle Caudina e Pannarano.

