Un membro dello staff della squadra di calcio del Parma è risultato positivo al virus del Covid-19 dopo aver effettuato il tampone. A darne la notizia, in via ufficiale, è lo stesso club calcistico, in un comunicato pubblicato sul proprio sito internet e diramato alle diverse agenzie di stampa. Il tesserato, che non manifestava sintomi evidenti dell’infezione respiratoria in quanto asintomatico, è stato prontamente posto in quarantena dalle autorità sanitarie secondo i protocolli emessi in base alle direttive federali. La società sportiva emiliana ha fatto sapere che sono stati effettuati i test anche agli altri membri dello staff e ai calciatori e, per fortuna, nessuno di loro è risultato al momento positivo al Coronavirus.
Le misure precauzionali adottate impongono, tuttavia, il ritiro in isolamento presso il centro sportivo di Collecchio, di proprietà del club parmense, anche se la preparazione atletica in vista della prossima giornata di campionato proseguirà in maniera regolare: il tutto avverrà sotto lo stretto controllo e il monitoraggio delle autorità sanitarie. Non ci sono, per ora, rischi per quel che riguarda la partita di domenica che i Ducali giocheranno regolarmente allo stadio Tardini di Parma nel derby emiliano contro il Bologna di Sinisa Mihajlovic: tra le due compagini calcistiche, peraltro, ci sono solamente due punti di differenza e la lotta è serrata per occupare un posto al centro della classifica di Serie A.
Durante i mesi che hanno visto il blocco totale del campionato a causa dell’emergenza epidemiologica si è discusso a lungo su come tornare in campo e quali misure di prevenzione adottare. Alla fine, il compromesso tra la Lega Calcio, la Figc, le società sportive e il Governo è arrivato e si è deciso di optare per il cosiddetto “modello tedesco” dopo il via libera del Comitato tecnico-scientifico. Tale modello, che nasce con l’obiettivo di evitare di fermare l’intera competizione di Serie A, consiste nel mettere in quarantena per quattordici giorni il tesserato risultato positivo al Covid-19, costringendo alle misure restrittive anche i giocatori della squadra avversaria che ha giocato per ultima contro quella del positivo.
Sul caso interviene anche Francesco Vaia, direttore sanitario dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Spallanzani di Roma, nonché componente del Comitato scientifico della Figc per l’emergenza Covid-19: “Mi auguro che il caso di positività sia isolato e isolabile – dichiara Vaia ad Adn Kronos Salute – altrimenti si potrebbe innescare una spirale pericolosa che potrebbe portarci a scelte inevitabili di sospensione. Mi pare, però, che se si isola e monitora costantemente il gruppo squadra il sistema possa funzionare. Bisognerà capire dal ‘contact tracing’ come la persona è venuta in contatto con il virus e con quali e quante persone soprattutto fuori del gruppo squadra, considerato che sono tutti liberi di tornare alle loro case e frequentare chiunque. Mai come in queste occasioni il tracciamento è indispensabile“.