L’eruzione della caldera dei Campi Flegrei un cataclisma che nessuno si augura di vedere mai. Ma in caso di emergenza dove sarebbero sfollati i cittadini? Le zone rosse e gialle individuate a livello nazionale abbracciano 1 milione 300mila abitanti e tanti comuni.
Circa 500mila residenti nella “Zona Rossa” dei Campi Flegrei, l’area più esposta al rischio vulcanico, potrebbero dover essere evacuati in caso di eruzione. Decisione che sarà presa, dalla Protezione Civile Nazionale, in base alle valutazioni degli esperti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. La “Zona Rossa” comprende Bacoli, Pozzuoli, Monte di Procida, Quarto, parte di Giugliano e Marano, e alcune aree di Napoli come Bagnoli, Fuorigrotta, Pianura, Soccavo, Posillipo, e parti di Vomero, Chiaiano, Arenella e San Ferdinando.
Altri 800mila residenti vivono nella “Zona Gialla”: zona esposta alla sicura caduta di ceneri vulcaniche in caso di eruzione. Ebbene, parte di questa popolazionepotrebbe essere necessario spostarla temporaneamente. A causa della vulnerabilità degli edifici o dell’accessibilità compromessa a causa dell’accumulo di ceneri. La gestione di un’evacuazione in queste condizioni è un compito estremamente difficile. Il rischio di lanciare un falso allarme è reale, ma non rispondere a un reale allarme sarebbe inaccettabile. Ad ogni buon conto un Piano di evacuazione esiste e può essere consultato sul sito del dipartimento della Protezione civile.
Il processo dovrà essere gestito seguendo un cronoprogramma definito nei Piani comunali, poiché la fase più delicata potrebbe essere soggetta a ingorghi e caos dovuti alla paura e alla fretta.