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Home Cronaca

Casalduni, Stir: il rompicapo ecoballe ancora senza soluzioni

Emanuele Di Donato di Emanuele Di Donato
3 Marzo 2020
in Cronaca
Rifiuti ecoballe

rifiuti ecoballe

Dopo la chiusura del termovalorizzatore di Acerra, causa manutenzione, la Regione Campania aveva disposto il trasferimento delle 12mila tonnellate di ecoballe presso lo Stir di Casalduni, Comune in provincia di Benevento. Situazione identica per le ecoballe accatastate nella vicina località di Toppa Infuocata, a Fragneto Monforte. La Sapna di Napoli, la società Sistema ambiente Provincia di Napoli, aveva chiesto una proroga per le operazioni di rimozione dei rifiuti, in seguito respinta dalla Provincia di Benevento. “Leggo dichiarazioni – commenta il Presidente della Provincia di Benevento Antonio Di Maria – di autorevole fonte, secondo le quali sono ormai state rimosse o stanno per essere rimosse le 12mila tonnellate di ecoballe dallo Stir di Casalduni depositate dalla Regione nella scorsa estate. Tali notizie sono quanto meno azzardate e, comunque, mal si conciliano con la realtà dei fatti e i comportamenti della Società Sapna di gestione del ciclo rifiuti di Napoli”.

Le prospettive non sembrano delle più rosee, stando al comportamento della società Sapna che avrebbe richiesto in precedenza già altre due proroghe. Il presidente della Provincia di Benevento, Antonio Di Maria, è intervenuto con alcune dichiarazioni per fare il punto della situazione e dire la sua sul caos ecoballe. “La verità – racconta Antonio Di Maria – è che la Sapna non ha mai risposto alle formali richieste di questa Provincia di relazionare sulle attività di smaltimento di quelle 12mila tonnellate che, come tutti ricordano, avrebbero dovuto essere rimosse entro i 4 mesi dal deposito provvisorio. Ora che di mesi ne sono invece trascorsi sei, alla ennesima richiesta della Sapna di proroga, la Provincia ha comunicato formalmente di non concederla non avendo mai la Sapna, con grave sgarbo istituzionale, nemmeno risposto alle richieste della Provincia”.

La Provincia di Benevento, come spiega il Presidente Di Maria, aveva ricevuto delle rassicurazioni sui tempi rapidi di rimozione delle ecoballe ma “benché pacta sunt servanda, tutto questo non è avvenuto. Il problema – osserva Antonio Di Maria – è anche e soprattutto di ordine volgarmente economico. Le ecoballe nello Stir di Casalduni rappresentano un rilevante costo per la Provincia di Benevento, in quanto producono il percolato, cioè un inquinante pericolosissimo che va immediatamente rimosso. Dunque, come al solito, oltre alla beffa c’è il danno”.

Lo Stir di Casalduni, come si accennava all’inizio, non è l’unico sito a pagare i ritardi e le rassicurazioni, mai mantenute, della Sapna, perché una grande quantità di ecoballe è stata accatastata anche nella località Toppa Infuocata, nel vicino paese di Fragneto Monforte. “A questo punto – afferma con tono risoluto il Presidente – considerato che gli impegni sono cronicamente disattesi, la Provincia di Benevento propone una formale istanza affinché si intervenga in maniera risoluta e definitiva sul sito di Toppa Infuocata”. “La assoluta assenza di competenza in materia di smaltimento delle ecoballe non consente nemmeno di potersi sostituire al sistema a regia regionale. Pertanto, per il rispetto che si deve alle Istituzioni, la mancata concessione della terza proroga è stata comunicata a tutte le Autorità competenti ed inviata, per conoscenza, al Prefetto di Benevento”.

 

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Tags: Casalduni
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