È stato arrestato oggi dai carabinieri Giovanni D’Alessandro, latitante dallo scorso 3 giugno dopo essere sfuggito alla cattura durante l’operazione dei carabinieri che aveva portato i militari del nucleo investigativo di Torre Annunziata a eseguire un’ordinanza di applicazione di misure cautelari a carico di 29 persone, gravemente indiziate dei reati di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione illecita e cessione di droga, con l’aggravante della finalità mafiosa. I colpevoli, infatti, agivano puntando sull’intimidazione e sulle minacce poiché appartenenti ai clan criminali D’Alessandro e Afeltra-Di Martino, operanti, rispettivamente, nell’area di Castellammare di Stabia e in quella dei Monti Lattari. Nella maxi-operazione di giugno, denominata Domino, i carabinieri non erano però riusciti a catturare uno tra gli elementi di spicco di uno dei due clan, quello dei D’Alessandro, da quel momento in poi datosi alla latitanza. Ma i militari, in questi mesi, non hanno mai fermato le indagini e, con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, hanno continuato a stringere sempre di più il cerchio intorno a Giovanni D’Alessandro, finché il latitante s’è sentito messo alle strette e, per questo motivo, ha deciso di consegnarsi presso il carcere molisano di Larino, in provincia di Campobasso, dove i militari gli hanno notificato il provvedimento restrittivo. I clan D’Alessandro e Afeltra-Di Martino basavano il loro potere su un vero e proprio monopolio legato alla detenzione e vendita di droga, sia a Castellammare di Stabia che in altre località come Santa Maria La Carità, Vico Equense e la penisola sorrentina.

Con l’arresto di Giovanni D’Alessandro si conclude un’operazione che ha tratto origine da un’ampia e strutturata attività d’indagine, con particolare riferimento agli anni 2017 e 2018, spettro temporale in cui gli inquirenti hanno dimostrato come il clan D’Alessandro fosse riuscito ad assumere il pieno controllo del mercato delle sostanze stupefacenti su tutta l’area stabiese, comprendendo – come detto – sia Castellammare di Stabia che i comuni limitrofi come Santa Maria la Carità e Vico Equense, fino a raggiungere l’intera penisola sorrentina. Un’alleanza strategica con il clan Afeltra-Di Martino, inoltre, aveva consentito loro di estendere il sistema criminale fino all’area dei Monti Lattari. Il meccanismo sul quale si fondava il sistema, creato ad hoc, prevedeva una piattaforma unica per la fase di distribuzione della marijuana nelle diverse piazze di spaccio, con i fili che erano tenuti proprio da elementi di spicco del clan D’Alessandro, i quali avevano anche fissato un prezzo minimo di vendita per avere così una quota fissa da poter destinare agli affiliati detenuti e alle rispettive famiglie. L’acquisto degli stupefacenti avveniva su larga scala, col clan D’Alessandro che si era affidato al servizio di alcune persone che, nel periodo di “indagine di mercato”, avevano il compito di reperire la merce attraverso nuovi canali di approvvigionamento.

