In tempi passati i singalesi dell’isola di Ceylon, oggi Sri Lanka, osservando gli elefanti i quali, noti per la loro longevità, sembravano apprezzare le foglie della minuscola centella asiatica, nota anche come “erba della tigre”, le attribuirono la proprietà della longevità. Così questa piccola erba si conquistò ben presto la reputazione di pianta della longevità tanto che un proverbio singalese afferma “due foglie al giorno levano la vecchiaia di torno”. Qualsiasi pretesa di longevità, tuttavia, non è altro che frutto di pura fantasia, anche se gli erboristi indiani la usarono per un lungo periodo come rimedio contro la vecchiaia mentre i medici cinesi per curare febbre e raffreddore.
Al contrario, in Europa, fu totalmente ignorata e per un lungo periodo i pastori erano convinti addirittura che le pecore, mangiandola, si potessero ammalare. Oggi la centella asiatica è stata lungamente studiata e si è scoperto appartenesse alla famiglia delle umbelliferae di cui fanno parte anche il prezzemolo, il sedano, la carota e il finocchio. La centella asiatica contiene al suo interno asiaticoside, una sostanza dalle accertate proprietà antinfiammatorie. Vari studi ne hanno dimostrato le diverse funzioni terapeutiche: accelera la cicatrizzazione, le guarigioni da ustione ed è utile, sotto forma di pomata, come coadiuvante nella cura della psoriasi.


