Che sarebbe stata una riapertura solo sulla carta lo si era capito già nei giorni scorsi, quando i gestori e proprietari delle sale cinematografiche avevano denunciato le norme troppo stringenti contenute nei protocolli di sicurezza dettati dal Governo. In Campania, poi, la categoria aveva già comunicato, compatta, il rinvio a tempi migliori – quasi certamente a dopo l’estate – della ripartenza del cinema in sala, segnalando per bocca di Luigi Grispello, il presidente regionale dell’Agis e vicepresidente italiano Anec (l’Associazione Nazionale Esercenti Cinematografici), le difficoltà quasi insormontabili e la scarsa sostenibilità di una riapertura organizzata in questo modo. Oggi, però, sono arrivati i dati ufficiali Cinetel (il servizio di rilevamento degli incassi e delle presenze in Italia) a certificare un flop che rischia di assumere dimensioni abbastanza clamorose, pur tenendo presente che sull’intero territorio nazionale ha aperto meno del dieci per cento delle strutture complessive.
Il film più visto (si fa per dire) nei cinema italiani nel giorno della riapertura, infatti, è stato il francese I miserabili di Ladj Ly, capace di far staccare appena 261 biglietti in tutta la Penisola, per un incasso pari a 1.282 euro. Sul secondo gradino del podio, poi, c’è l’ottimo Favolacce dei D’Innocenzo Brothers, con 158 presenze e 819 euro incassati; terzo è l’action Bad Boys for Life con 145 biglietti venduti e 771 euro totalizzati. Seguono il premiatissimo coreano Parasite con 115 presenze e 584 euro, Tornare di Cristina Comencini con 91 presenze e 569 euro, l’horror The Grudge con 109 presenze e 546 euro, il macedone Dio è donna e si chiama Petrunya con 117 presenze e 543 euro, il classico felliniano I vitelloni restaurato dalla Cineteca di Bologna con 80 presenze e 526 euro, il brasiliano La vita invisibile di Euridice Gusmao con 72 presenze e 456 euro e a chiudere una top ten che somiglia molto a una “flop ten” Cattive acque di Todd Haynes con 94 biglietti staccati e 452 euro incassati.

