Nel marzo dell’anno scorso è crollata la volta della chiesa presente nel complesso monumentale che ospita anche l’antico ospedale degli Incurabili di Napoli. A seguito dell’ampliamento della voragine furono sgomberati i pazienti ed evacuati anche i residenti delle abitazioni limitrofe, situazione che portò alla chiusura del complesso. Oggi, invece, la struttura degli Incurabili è al centro di un nuovo e ambizioso progetto, un programma che vedrà una nuova area turistica affiancare quella antica dell’ospedale.
Idee ambiziose richiedono numeri ambiziosi, anche quando si tratta di fondi economici. le prime cifre disponibili parlano di 470mila euro stanziati da Invitalia per un’iniziale riqualificazione, ma la Regione Campania ha recuperato ben 100 milioni di euro per completare tutti i lavori di ristrutturazione che seguiranno nella seconda fase del bando. Numeri ambiziosi, appunto, per restituire alla città e ai cittadini l’antico complesso. Proprio perché antico, inoltre, la ristrutturazione, si assicura, non andrà a toccare nessun elemento architettonico storico, che verrà conservato nella sua originalità.
L’ospedale degli Incurabili tornerà alle funzioni primarie di un tempo, ma a quelle mediche si aggiungeranno funzioni sociali, ricreative e artistiche, che andranno a costituire una differente area del complesso. Nell’ospedale verranno assicurati 100 posti letto e verranno ripristinati gli ambulatori, la diagnostica e i laboratori. Una lieta novità per i futuri pazienti sarà l’allestimento di un’area verde, un ‘giardino terapeutico’. L’altra parte del complesso, quella turistica, si comporrà di 9mila metri quadri atti ad ospitare sale per convegni, uffici, spazi espositivi, oltre a varie strutture ricettive e perfino sale concerti. Gli spazi aperti verranno usati per eventi, mentre la cappella dei Bianchi e l’ex convento delle Convertite ospiteranno esposizioni e mostre di opere d’arte.
Un progetto decisamente nuovo, oltre che ambizioso. Non sarà facile accaparrarsi il bando, ma le premesse sembrano andare in una direzione interessante. Non faranno parte del nuovo progetto, invece, le vecchie abitazioni civili presenti nel complesso prima dei crolli e della chiusura e al momento non ci sono indicazioni sulle nuove sistemazioni delle famiglie che prima vi abitavano.