Tramite una nota pubblicata sul proprio profilo Facebook, Eleonora de Majo ha annunciato le sue dimissioni da assessora alla cultura al Comune di Napoli. Lascia, dunque, il suo incarico dopo il caso della designazione di uno dei due rappresentanti della tifoseria organizzata partenopea nella commissione incaricata di valutare i progetti per la statua in memoria di Diego Armando Maradona. In particolare, la de Majo, sentita come testimone dai pubblici ministeri Antonello Ardituro, Celeste Carrano, Luciano D’Angelo e Danilo De Simone e dal procuratore Giovanni Melillo lo scorso 3 febbraio, ha dichiarato di aver appreso solo “informalmente“, da uno dei tifosi presenti alla riunione tenutasi in Comune, che la Curva A aveva scelto come suo componente in commissione G. G., il leader del gruppo “Masseria” ora indagato per gli incidenti avvenuti sul lungomare il 23 ottobre. La de Majo ha ricevuto anche una perquisizione presso la sua abitazione, così come il suo compagno E. G., assessore alla Terza Municipalità, perquisizioni da lei definite “un pesantissimo accanimento personale“.
“Ho maturato questa decisione dopo aver riflettuto a lungo – si legge nella nota – e non nascondo il grande rammarico di non poter portare a termine tante delle cose a cui stavo lavorando (e anzi mi scuso con chi apprenderà da questa lettera della mia decisione) così come quello di lasciare una squadra, quella composta da staff e dirigenti, con cui in questo anno e mezzo avevamo costruito un affiatamento incredibile e una comunità umana meravigliosa“. De Majo, inoltre, precisa: “Ho tuttavia deciso di rassegnare le dimissioni e di consegnarle al sindaco, nonostante non mi sia stato chiesto alcun passo indietro, perché se è vero che oramai da tempo non mi riconosco più in questo progetto politico e amministrativo, devo ammettere che le ultime vicende, quelle che riguardano la composizione della commissione tecnico-popolare per la scelta della statua di Maradona, stanno assumendo la piega di un pesantissimo accanimento personale, che è arrivato alla perquisizione in casa con il sequestro di telefoni e computer (motivo per cui sono irreperibile da qualche settimana) e dalla pubblicazione sui giornali cittadini di atti che mi riguardano relativi a indagini ancora in corso di cui a stento io stessa avevo avuto conoscenza“.


