La paura più grande di Confcommercio Caserta è il fallimento di migliaia di attività imprenditoriali, molte delle quali, già in grande difficoltà dopo il lockdown, sono state costrette alla chiusura. Tutto il mondo del commercio e delle attività produttive lancia un grido di allarme. Crollo verticale dei consumi, aumento delle cessazioni di attività, rincaro delle materie prime e delle utenze e niente ristori.
” Situazione drammatica, così si rischia il tracollo. Dal settore alberghiero a quello della ristorazione passando per l’abbigliamento e le calzature, i servizi culturali e ricreativi, i trasporti. Non c’è ambito che non sia in crisi. Dicembre il mese più nero con una perdita di circa il cinquanta per cento del fatturato mentre il nuovo anno si è aperto con ulteriori incognite e all’indomani dell’estensione dell’obbligo del super green pass con ingenti difficoltà. Le attività sono regolarmente aperte – spiega il presidente provinciale di Confcommercio Caserta, Lucio Sindaco – ma di fatto non ci sono clienti. Tra contagiati, persone in quarantena, cittadini spaventati che scelgono di rimanere a casa e famiglie in difficoltà economiche, le strade sono quasi deserte ormai e l’affluenza nei negozi ridotta al lumicino. Dinanzi ad un simile scenario le istituzioni non possono rimanere indifferenti. C’è bisogno di un intervento immediato. Per salvaguardare le imprese, la produttività e anche i posti di lavoro. Ben venga la proroga della Cassa integrazione e anche i sussidi per il comparto del turismo, che a breve dovrebbero essere al centro di un nuovo decreto ristori, ma senza dimenticare tutti gli altri settori in grave difficoltà. Sono necessari contributi in grado di sopperire alle ingenti perdite di fatturato registrate dal mondo del commercio. E ancora una proroga delle moratorie fiscali e crediti d’imposta dedicati”.


