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Home Cronaca

Corruzione a Napoli, richiesta dei domiciliari per i parlamentari Luigi Cesaro e Antonio Pentangelo (Video)

Giuseppe Scuotri di Giuseppe Scuotri
15 Maggio 2020
in Cronaca
Cesaro

Luigi Cesaro

Una richiesta di arresto ai domiciliari che coinvolge anche gli ultimi due presidenti della Provincia di Napoli, secondo la Procura di Torre Annunziata coinvolti in un caso di corruzione legato all’ex area Cirio di Castellammare di Stabia, è stata emessa dal Giudice per le indagini preliminari nei confronti di una decina di persone, tra le quali spiccano proprio Luigi Cesaro e Antonio Pentangelo, oggi rispettivamente senatore e deputato al Parlamento italiano nelle file di Forza Italia.

Nel corso della nottata, i poliziotti della squadra mobile di Napoli e del commissariato di Castellammare di Stabia hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per i reati di corruzione, abuso d’ufficio e traffico di influenze illecite nei confronti degli imprenditori Adolfo Greco (già ai domiciliari) e Tobia Antonio Polese (il celebre boss delle cerimonie dell’omonima trasmissione televisiva, nel frattempo deceduto), che acquistarono l’area a fine anni Novanta con la loro società PolGre e che sono già stati condannati per favoreggiamento personale al boss Raffaele Cutolo per l’acquisto del castello di Ottaviano. I destinatari delle altre misure cautelari sono stati Antonio Elefante, Maurizio Biondi, Vincenzo Campitiello, Marcelo Ciofalo e Vincenzo Colavecchia, posti agli arresti domiciliari, e Annita Rega Angelina, nei cui confronti è stata disposta la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Risultano indagati per traffico di influenze illecite anche il consigliere regionale del Partito democratico Mario Casillo, Gennaro Iovino, dirigente del Pd stabiese e padre del consigliere comunale Francesco Iovino, e l’imprenditore Giuseppe Passarelli: i tre sono attualmente a piede libero in quanto, all’epoca dei fatti, per il reato ipotizzato non era previsto l’arresto.

La richiesta accolta dal Gip era stata presentata dal procuratore Pierpaolo Filippelli e dai sostituti procuratori Andreana Ambrosino e Rosa Annunziata. Naturalmente, per quanto riguarda i provvedimenti emessi verso i parlamentari Cesaro e Pentangelo, adesso la palla passa alle due Camere che valuteranno se concedere o meno l’autorizzazione a procedere nei loro confronti. Dietro alle misure cautelari emesse ci sono gli sviluppi delle indagini sulla destinazione dell’ex fabbrica di conserve, sita nella traversa Mele di via Napoli, che Greco e Polese intendevano convertire in un grande complesso residenziale, obiettivo per il quale lo stesso Greco non si sarebbe fatto scrupoli a corrompere funzionari fino ai livelli più alti della Provincia di Napoli. Le indagini che hanno portato alla richiesta di arresto per Cesaro e Pentangelo, coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata e condotte dalla squadra mobile della Questura di Napoli, dal commissariato di Castellammare di Stabia e dal nucleo di polizia economico- finanziaria della guardia di finanza partenopea, hanno consentito di accertare come l’imprenditore, già condannato per estorsione aggravata e concorso esterno in associazione mafiosa con il clan dei Casalesi, avesse messo su un ramificato sistema di corruzione di esponenti politici, regionali e nazionali, e di pubblici ufficiali.

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