Una richiesta di arresto ai domiciliari che coinvolge anche gli ultimi due presidenti della Provincia di Napoli, secondo la Procura di Torre Annunziata coinvolti in un caso di corruzione legato all’ex area Cirio di Castellammare di Stabia, è stata emessa dal Giudice per le indagini preliminari nei confronti di una decina di persone, tra le quali spiccano proprio Luigi Cesaro e Antonio Pentangelo, oggi rispettivamente senatore e deputato al Parlamento italiano nelle file di Forza Italia.
Nel corso della nottata, i poliziotti della squadra mobile di Napoli e del commissariato di Castellammare di Stabia hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per i reati di corruzione, abuso d’ufficio e traffico di influenze illecite nei confronti degli imprenditori Adolfo Greco (già ai domiciliari) e Tobia Antonio Polese (il celebre boss delle cerimonie dell’omonima trasmissione televisiva, nel frattempo deceduto), che acquistarono l’area a fine anni Novanta con la loro società PolGre e che sono già stati condannati per favoreggiamento personale al boss Raffaele Cutolo per l’acquisto del castello di Ottaviano. I destinatari delle altre misure cautelari sono stati Antonio Elefante, Maurizio Biondi, Vincenzo Campitiello, Marcelo Ciofalo e Vincenzo Colavecchia, posti agli arresti domiciliari, e Annita Rega Angelina, nei cui confronti è stata disposta la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Risultano indagati per traffico di influenze illecite anche il consigliere regionale del Partito democratico Mario Casillo, Gennaro Iovino, dirigente del Pd stabiese e padre del consigliere comunale Francesco Iovino, e l’imprenditore Giuseppe Passarelli: i tre sono attualmente a piede libero in quanto, all’epoca dei fatti, per il reato ipotizzato non era previsto l’arresto.

