L’allarme dell’Organizzazione mondiale della sanità adesso si sposta in Africa. Nel terzo continente del pianeta per superficie, infatti, le vaccinazioni di massa contro il Covid-19 potrebbero iniziare dopo la metà del 2021. Secondo l’Oms, l’Africa non è pronta per la più grande campagna di vaccinazione della storia del continente, anche se la percentuale dei contagi e dei decessi appare bassa rispetto alla popolazione. Ma il dato potrebbe essere falsato dalla difficoltà di reperire notizie per cause come la mancanza di internet o l’isolamento di molti villaggi. Come si stanno organizzando alcuni tra i maggiori Paesi africani per reperire le quantità a loro necessarie di vaccino? Come riportato dal sito euronews.com, la campagna sanitaria in Africa “risveglia appetiti economici e ridisegna, o conferma, la carta geopolitica di interessi e alleanze”. L’Algeria prima di Natale ha puntato, infatti, sul vaccino russo Sputnik, seguita subito dopo dalla Guinea che ha ordinato due milioni di dosi per le fasce più fragili della popolazione. La stessa Guinea, però, si è rivolta anche alla Cina, come già era successo per l’epidemia di Ebola. Il Paese del dragone ha ricevuto anche il benestare dal Marocco, con il vaccino Sinopharm, cui ha affiancato quello europeo Astra-Zeneca. Un totale di 65 milioni di dosi grazie alle quali il Governo marocchino punta a raggiungere il 70 per cento della popolazione. Anche l’Egitto, secondo l’Ansa, ha approvato l’uso del vaccino anti-Covid sviluppato dal gigante farmaceutico cinese Sinopharm, che sarà somministrato entro la fine di gennaio. Il primo lotto del vaccino è stato consegnato a dicembre, con ulteriori dosi previste per questo mese.
Ma in molti rischiano di non avere dosi a sufficienza per vaccinare la popolazione. Per l’agenzia Dire, per esempio, in quasi settanta Paesi a basso reddito, nove cittadini su dieci rischiano di non avere accesso al vaccino contro il Covid-19. Oltre la metà di quelli principali è stata già acquistata dai Paesi più ricchi, dove vive meno di un sesto della popolazione mondiale. I dati sono di People’s Vaccine Alliance, una coalizione di Organizzazioni non governative che comprende, tra l’altro, Oxfam e Amnesty International. Insomma, per raggiungere l’obiettivo di vaccinare almeno il 60 per cento della popolazione, l’Africa dovrà acquistare 1,5 miliardi di dosi che, secondo quanto calcolato, potrebbero costare tra gli otto e i sedici miliardi di dollari, senza aggiungere le spese aggiuntive della distribuzione. Per aiutare le aree in difficoltà, l’Unione europea ha sottoscritto tre accordi, per un totale di cinquecento milioni di euro, a sostegno di Covax, un’iniziativa – riporta ancora l’agenzia Dire – sostenuta da 190 Paesi, con l’obiettivo di garantire un miliardo di dosi di vaccini contro il Covid-19 nelle aree del mondo meno attrezzate a far fronte alla pandemia. Si tratta di un primo sostegno di cui potranno beneficiare 92 Paesi poveri, non solo dell’Africa, ma anche dei Caraibi, della zona del Pacifico e dell’Europa orientale.


