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Home Società

Criminalità ai tempi della pandemia: la camorra trasloca su Telegram

Domenico Cacciapuoti di Domenico Cacciapuoti
20 Marzo 2020
in Società
pandemia

pandemia

Secondo i dati del ministero dell’Interno, reati come rapine e spaccio di sostanze stupefacenti sono crollati di oltre l’80% a seguito delle misure per l’emergenza della pandemia da Covid-19. Mala tempora currunt, anche per i clan. A Marano, un camorrista del clan Nuvoletta è stato arrestato per “contrabbando di zeppole di San Giuseppe” per conto di un pasticcere incastrato dai carabinieri. A Reggio Calabria, il boss Cosimo Borghetto è stato fermato perché in compagnia di un altro pregiudicato: violazione degli articoli 650 (inosservanza dei doveri d’autorità) e 495 (dichiarazioni mendaci) del codice penale.

Ai tempi dell’emergenza da Coronavirus non se la passano bene nemmeno i latitanti, che hanno bisogno di cose ancora essenziali, come bere e mangiare. A Bruzzano Zeffirio, a Reggio Calabria, i carabinieri hanno notato un uomo avvicinarsi a un’abitazione disabitata con una busta della spesa in mano: era destinata al latitante della ‘ndrangheta Cesare Antonio Cordì, immediatamente arrestato. I clan oggi hanno meno facilità di movimento e i loro traffici sono rallentati. Le estorsioni sono impossibili, perché i negozi sono chiusi. Purtroppo, oggi a pagarne le conseguenze sono soprattutto le farmacie, prese di mira dai rapinatori. A Roma ne hanno svaligiate sei in due giorni. In aumento anche i furti notturni nei bar e nei locali chiusi da giorni. A Maddaloni, nel Casertano, ad esempio, tre malviventi, con il volto coperto da passamontagna, hanno completamente svaligiato il lato tabacchi della nota pasticceria Lombardi di via Forche Caudine.

Anche lo spaccio di droga è rallentato, perché sono aumentati i controlli e le persone non possono circolare. Allora la droga va consegnata a domicilio, ma così è più facile essere scoperti e arrestati dalle forze dell’ordine. Il 12 marzo i carabinieri a Cosenza hanno bloccato un’auto che circolava nonostante l’ordinanza per il Coronavirus. Al volante un anziano in pigiama e al suo fianco il nipote, che non sono stati in grado di fornire una giustificazione per la loro presenza in strada. L’hanno poi trovata i carabinieri la spiegazione durante la perquisizione: una busta con 200 grammi di marijuana.

La grande piazza di spaccio della camorra è, invece, traslocata su Telegram. La criminalità si sta riorganizzando, nascondendosi nel web per vendere coca, crack ed erba su appositi canali social cercando riparo dalle intercettazioni. Canali dai nomi fantasiosi, che sono diventati delle piazze virtuali di spaccio. I camorristi stanno usando di più il cellulare per i loro affari, facilitando così le forze dell’ordine: sempre più numerosi gli arresti per droga grazie alle intercettazioni che permettono di individuare tutti i componenti delle organizzazioni criminali dedite allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Per i rappresentanti delle associazioni antiracket, però, il pericolo è che successivamente la criminalità organizzata possa approfittare della grave crisi economica, che si potrebbe verificare a causa dell’emergenza della pandemia da Covid 19. Gli imprenditori, strozzati dai debiti, potrebbero trovarsi ad un bivio: chiudere oppure rivolgersi a organizzazioni criminali. Si rischia allora che molte aziende possano finire in mano alle mafie, che hanno il problema opposto: riciclare grandi quantità di denaro. La corruzione è un business, che non sembra conoscere crisi neanche durante la pandemia.  

 

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Tags: camorra
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