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Home Inchieste

Danilo racconta la sua storia da sieropositivo: “La lotta contro l’HIV e la sierofobia riguarda tuttə noi”

Danilo è un giovane ragazzo della provincia di Caserta che ha scoperto di essere positivo all'HIV. Da quel momento ha deciso di intraprendere una coraggiosa battaglia contro il virus e ogni forma di discriminazione

Giuseppe Cerreto di Giuseppe Cerreto
9 Settembre 2022
in Inchieste, Società

Oggi le nuove cure, la medicina e la ricerca scientifica hanno fatto passi da gigante rendendo il virus dell’HIV quasi innocuo se trattato tempestivamente, aumentando di gran lunga l’aspettativa di vita di chi ha contratto il virus. Tuttavia la “percezione sociale” e l’insieme dei comportamenti escludenti e discriminatori assunti nei confronti delle persone sieropositive sono rimasti quasi gli stessi di trent’anni fa, quando il virus dell’immunodeficienza umana è entrato prepotentemente a far parte delle nostre vite, mentre è rimasto un clima di tabù e pregiudizi dovuti principalmente alla poca informazione sull’argomento. Oggi come ieri la sieropositività vene ancora associata alla tossicodipendenza, all’omosessualità e alla promiscuità sessuale con un’accezione negativa, alimentando così un circolo vizioso di discriminazioni e di esclusione sociale che sfociano anche nell’omotransfobia.

I casi di persone sieropositive che hanno perso la casa, il lavoro o che sono state emarginate a causa della loro condizione non sono rari: si tratta di un pericoloso quanto ingiustificato meccanismo socio-psicologico di esclusione causato soprattutto dall’ignoranza e dalla poca importanza che viene attribuita a un tema estremamente delicato che merita invece di essere trattato in modo approfondito. Per questo motivo fare coming out per una persona sieropositiva non è mai facile poiché la espone ai pregiudizi radicati nell’opinione pubblica. Eppure, nonostante questo rischio, c’è chi ha deciso con coraggio di invertire la rotta, di andare controcorrente rendendo pubblica la propria condizione per dimostrare che le persone sieropositive sono persone normali e che non c’è davvero nulla da temere.

Tra coloro che hanno deciso di rendere nota la propria sieropositività ci sono numerose personalità del mondo dello spettacolo. L’ultimo a fare coming out è stato l’attore afroamericano Billy Porter, vincitore di un Emmy Award per la serie Pose. Molti altri volti noti dello star system hanno ammesso di essere sieropositivi, tra loro l’attore Charlie Sheen e l’ex cestista dell’NBA Magic Johnson. Ma oltre alle storie dei personaggi famosi ci sono anche quelle della gente comune, di chi combatte ogni giorno e in silenzio la propria personale battaglia contro l’HIV, persone che meritano la nostra attenzione e il nostro rispetto. È questo il caso di Danilo, un giovane make-up artist della provincia di Caserta il quale ha scoperto di essere anch’egli sieropositivo. Nonostante ciò Danilo ha trovato la forza e il coraggio di rompere il silenzio intorno a lui, assumendosi una grande responsabilità: quella di farsi portavoce in prima persona della lotta all’HIV e di combattere ogni forma di discriminazione.

L’eclettico attore afroamericano Billy Porter

“Ho scoperto di essere sieropositivo la scorsa primavera. Quando in seguito a degli accertamenti mi è stata comunicata la mia sieropositività per me è stata una doccia gelata. Inizialmente mi sono sentito perso e ho visto crollarmi il mondo addosso – confessa Danilo – poi ho iniziato il percorso di cura e adesso che il peggio è passato posso raccontare liberamente la mia esperienza. È importante che si sappia che dietro ogni storia c’è sempre una persona in carne e ossa che merita la giusta considerazione e attenzione. Sono contento di aver fatto coming out sulla mia sieropositività anche se nei primi mesi non è stato facile. Parlandone mi sono tolto un peso da dosso e adesso mi sento più libero“, afferma il giovane. “Ora non ho più paura di presentarmi in pubblico, di raccontare la mia storia mostrandomi per quello che sono. Non si può restare in silenzio quando è in gioco la vita delle persone. È giusto che chi vive in prima persona una determinata situazione ne parli e abbia voce in capitolo”.

Danilo si sofferma poi sulle paure più comuni che riguardano le persone sieropositive: “Sicuramente si fa sentire vivo il timore di venire esclusi o emarginati per una condizione che in realtà non rappresenta alcun pericolo per la salute gli altri. C’è infatti chi ancora oggi prova vergogna nel parlare della propria sieropositività, oppure chi la nasconde per paura di subire ritorsioni in contesti affettivi, familiari o lavorativi. Ciò accade perché c’è ancora pochissima sensibilizzazione e informazione su un tema che andrebbe affrontato con maggiore coraggio e determinazione. Addirittura c’è chi pensa che una persona positiva all’HIV non possa essere toccata nemmeno con un dito. Molti sieropositivi, nonostante conducano una vita normale, vengono trattati come se fossero dei malati di peste. Mi è capitato spesso di sentire storie di persone rifiutate e allontanate a causa della loro sieropositività. Si tratta di gravi forme di discriminazione“, denuncia Danilo.

“Questi comportamenti sono inaccettabili e ingiustificabili. Tante persone sieropositive oggi non sono contagiose grazie ai progressi raggiunti dalla medicina. Ma la cura sta anche nel dire la verità. Solo così si possono sciogliere i pregiudizi, la diffidenza, i luoghi comuni e lo stigma sociale verso le persone sieropositive“. Danilo racconta poi della convivenza con il virus e dei rapporti personali: “Ho imparato a non dare troppo peso a quello che le persone poco informate dicono o pensano sull’argomento. Io proseguo dritto per la mia strada perché la battaglia che sto conducendo è troppo importante. Chi ti ama e ti vuole bene veramente ti resta accanto anche nei momenti difficili. Per questo nella vita privata è importante essere sempre onesti e sinceri con gli altri. Tutelarsi e curarsi salvaguardando la propria salute è il primo e il più importante atto d’amore che possiamo compiere nei confronti di noi stessi e delle persone che amiamo”, dichiara il giovane.

Danilo è un giovane make-up artist della provincia di Caserta

“Le difficoltà per noi sieropositivi sono tante – prosegue – e spesso dobbiamo affrontare anche le carenze del sistema sanitario nell’ambito della medicina di base dove non sempre opera personale adeguatamente preparato. Inoltre, nel caso in cui si volesse ricorrere a un importante strumento di prevenzione come la PREP, le spese sono a carico del richiedente”. Per Danilo, infatti, quello della prevenzione socio-sanitaria resta un tema cruciale: “Per combattere efficacemente la diffusione dell’HIV è necessario informare le persone sull’importanza della prevenzione. L’HIV non è solamente un virus ma è anche un’arma escludente utilizzata contro le persone sieropositive e la comunità LGBTQIA+. Dietro la sierofobia, cioè l’insieme dei comportamenti escludenti dettati dal pregiudizio, dalla paura, dall’avversione e dalla discriminazione nei confronti dei sieropositivi si nasconde spesso un chiaro sentimento omotransfobico. Per questo è necessario combattere la disinformazione in maniera capillare attraverso una corretta divulgazione scientifica e una seria campagna di educazione sessuale e affettiva a partire dalle scuole. Solo così possiamo liberarci di questo marchio e abbattere ogni tabù”.

Danilo lancia infine un appello affinché si crei maggiore consapevolezza su un tema così delicato che riguarda la vita di migliaia di persone: “Il mio messaggio è rivolto a tuttə: lo stigma genera più sofferenza del virus stesso, per questo bisogna combatterlo con tutti gli strumenti culturali e sociali che abbiamo a disposizione. Se ce l’ho fatta io a trovare la forza e il coraggio di parlare possono farcela anche tantə altrə. Le persone sieropositive devono sapere che non sono sole grazie al supporto di associazioni come Rain Arcigay, la quale è impegnata in prima linea non solo nella prevenzione dalle malattie sessualmente trasmissibili, compresa l’HIV, ma anche nel combattere ogni forma di discriminazione sul territorio casertano. L’importante è non farsi piegare dalla paura. Io continuerò nella mia battaglia per estirpare il virus, che non è solo quello dell’HIV ma è anche quello dell’ignoranza e del pregiudizio“, conclude Danilo.

Spesso si tende a fare confusione tra HIV e AIDS. HIV è il nome dell’agente patogeno dell’immunodeficienza umana per cui una persona sieropositiva può anche non sviluppare i sintomi dell’infezione. Se invece si ammala si parla di AIDS, cioè di sindrome da immunodeficienza acquisita, lo stadio clinico terminale della malattia. Si tratta di una patologia che indebolisce il sistema immunitario dell’organismo limitandone l’efficacia, rendendo così le persone sieropositive più esposte alle infezioni. L’HIV è silente e non ha una specifica manifestazione: è possibile vivere per anni senza alcun sintomo e accorgersi del contagio solo al sorgere di una determinata malattia. L’agente patogeno non si trasmette con la saliva, le lacrime, il sudore, le urine, le punture di zanzare, le carezze, i baci, né si trasmette condividendo bagni, palestre o piscine. Può essere trasmesso solo mediante rapporti sessuali non protetti oppure accidentalmente per via ematica attraverso trasfusioni, ferite, trapianti, siringhe, tatuaggi e piercing oppure da madre in figlio durante la gravidanza, il parto e l’allattamento.

Schema esplicativo sul virus dell’HIV e sull’AIDS

La diffusione dell’HIV è oggi considerata “pandemica” in quanto colpisce molti Paesi in via di sviluppo, soprattutto nel continente africano, dove rappresenta da anni una vera e propria emergenza socio-sanitaria rimasta purtroppo irrisolta a causa dell’indifferenza globale. Secondo i dati forniti dall’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità vi sono attualmente oltre 33 milioni di persone in tutto il mondo che sono state colpite dal virus dell’HIV, con una media di circa 2,7 milioni di nuovi contagi ogni anno. Inoltre, in base alle stime elaborate dall’UNAIDS – United Nations Programme on HIV and AIDS, ossia il programma delle Nazioni Unite per il monitoraggio sulla diffusione dell’AIDS, dallo scoppio della pandemia a oggi oltre 60 milioni di persone sono state contagiate.

Le cure attualmente adottate contro l’HIV possono rallentare, controllare e arrestare il decorso della malattia, migliorando l’aspettativa di vita delle persone sieropositive. Inoltre la possibilità di trasmettere l’infezione è pressoché nulla quando una persona sieropositiva si trova in terapia e la sua carica virale è bassa. Esistono infatti diversi farmaci antiretrovirali che, combinati tra loro, controllano il virus e consentono alle persone sieropositive di condurre normalmente la propria vita. Terapie specifiche sono dunque in grado di ridurre sia la mortalità che il rischio di infezioni, tuttavia c’è bisogno di farmaci molto costosi che non sempre risultano reperibili, soprattutto nei Paesi poveri, ragion per cui la prevenzione resta l’arma più efficace per controllare la diffusione del virus. Sempre grazie alle terapie, inoltre, non è possibile la trasmissione del virus ai neonati qualora uno dei genitori dovesse risultare sieropositivo.

La prevenzione consiste soprattutto nell’evitare comportamenti a rischio: nei rapporti sessuali è fondamentale l’uso del preservativo per prevenire la trasmissione delle infezioni sessualmente trasmissibili (IST). Tra i metodi di prevenzione dell’HIV c’è la PREP – Profilassi Pre-Esposizione che consiste nell’assumere una combinazione di farmaci attivi contro l’HIV prima di avere rapporti sessuali. Correttamente assunta da persone sieronegative esposte all’infezione, la PREP si è dimostrata efficace nel prevenire i rischi. Per sapere invece se si è stati infettati bisogna sottoporsi a un prelievo ematico per la ricerca di anticorpi anti-HIV. Per le diagnosi sono anche disponibili test rapidi: il risultato è disponibile in pochi minuti ma è necessaria una conferma con prelievo in caso di risultato dubbio o reattivo. L’esecuzione del test dell’HIV, svolto per legge in maniera anonima, rappresenta l’unico strumento efficace per una diagnosi precoce.

L’uso del preservativo previene la trasmissione delle infezioni sessualmente trasmissibili, compresa l’HIV

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Tags: AidsArcigayAversaDaniloHivLGBTQIprimopianosierofobia
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