La crisi economica causata dall’epidemia di Covid-19 si sta abbattendo con tutta la sua furia sull’economia mondiale, e la seconda ondata del virus, che sta colpendo soprattutto la Campania, ha nuovamente messo in ginocchio diversi settori, tra cui quello dei trasporti aerei. La prima vittima dell’emergenza sanitaria attualmente in corso è la compagnia inglese low-cost EasyJet che in un comunicato, ripreso dall’agenzia di stampa internazionale Bloomberg, ha annunciato che chiuderà momentaneamente gli scali attivi presso l’aeroporto di Capodichino e il Marco Polo di Venezia.
La compagnia aerea britannica fondata dal magnate greco Stelios Haji-Ioannou ha giustificato tale drastica decisione ricordando la pesante crisi economica che sta colpendo l’intero settore: per via della recrudescenza dell’epidemia da Coronavirus migliaia di voli sono stati cancellati, un grave fattore di rischio economico per la multinazionale. Di fronte a questa situazione, EasyJet ha deciso di “congelare” il trasporto aereo da e verso i due scali italiani, in attesa che le condizioni epidemiologiche migliorino in Campania e in Veneto.
Si tratta di una decisione che avrà pesanti ripercussioni soprattutto sul traffico aereo in uscita e in entrata da Capodichino: finché la base operativa di EasyJet resterà chiusa, i voli proseguiranno a scartamento ridotto. La sospensione graduale delle attività presso la base di Napoli inizierà già a partire dai prossimi giorni, fino a essere disattivata completamente entro la fine del mese di ottobre. Il provvedimento durerà fino al prossimo 17 dicembre, salvo eventuali proroghe stabilite dalla stessa compagnia.
Nel frattempo c’è forte preoccupazione e apprensione tra i dipendenti dello scalo partenopeo i quali, secondo le direttive italiane, resteranno momentaneamente in stato di congedo. EasyJet è attualmente impegnata in un delicato tavolo di confronto con i sindacati, ma la dirigenza ha già fatto sapere che presto saranno effettuati tagli su tutta la rete, e ciò causerà inevitabilmente la perdita di molti posti di lavoro. Le attività a Capodichino, dopo il primo lockdown, erano tornate quasi alla “normalità”, con l’apertura di nuove basi, come quella di Volotea, e l’immissione di biglietti low-cost per volare in tutta Europa al prezzo stracciato di poche decine di euro. Misure che tuttavia si sono rivelate inefficaci per rilanciare il settore che ora deve fare i conti con questa nuova ondata del virus e la conseguente crisi economica.
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