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Home Società

Editoriale / La favola del Benevento riscrive la storia di un popolo

Forti dell’esperienza passata, in Serie A la squadra ci potrebbe rimanere per un bel po’, facendo innamorare della città altri tifosi da tutta Italia

Ignazio Riccio di Ignazio Riccio
28 Giugno 2020
in Società
favola

Dovranno ancora attendere qualche ora i beneventani prima di poter esternare la loro gioia, una felicità che il buon senso vuole sia contenuta, nel rispetto delle disposizioni anti Covid-19. Le restrizioni, però, non offuscheranno l’impresa “favolosa” compiuta quest’anno dalla squadra di calcio cittadina. Non a caso l’aggettivo utilizzato per descrivere l’opera portata a termine dall’undici di mister Pippo Inzaghi, con in testa il capitano Cristian Maggio, e dal presidente Oreste Vigorito richiama l’attenzione alla favola, quella vissuta da un intero popolo, neppure lontanamente intimorito dalle possibili conseguenze del Coronavirus. Fermare il campionato e congelare la promozione conquistata ampiamente sul campo sarebbe stata una soluzione improponibile, troppo grande il risultato sportivo costruito nel Sannio.

A Benevento l’aria che si respira da mesi è magica. Amo questa città da sempre anche se, purtroppo, non riesco a viverla come vorrei. L’ultima volta che ho superato l’acquedotto Carolino è stato un anno fa: una lezione di comunicazione agli studenti di una scuola superiore del centro cittadino mi ha dato l’opportunità di trascorrere una serata all’insegna della spensieratezza e del divertimento. Immancabile la sosta allo Strega store, per fare incetta di torroncini, croccantini e del biondo liquore famoso in tutto il mondo.

Alle spalle del titolare del negozio una grossa sciarpa giallorossa del Benevento. “È la nostra fede”. La voce dell’esercente è fiera, ma subito dopo una precisazione: “Lei viene da Napoli, noi amiamo quella città e la sua squadra di calcio; sogniamo di ritornare in Serie A e vivere le emozioni dell’altro anno, quando a Benevento arrivavano persone da tutta Italia, la domenica, e si innamoravano di questa terra. Da Firenze, Milano, Genova e Udine. Una manna dal cielo per l’economia del luogo. I nostri ‘stregoni’ ci avevano donato un doppio miracolo: la gioia di essere arrivati nell’olimpo del calcio e l’indotto finanziario. Ora chissà se riusciremo a vivere più questa favola”.

Domani, dopo appena due anni di purgatorio, quel sogno ad occhi aperti si potrebbe avverare, con largo anticipo rispetto alla fine del campionato. Il Benevento in tempo di virus ha riscritto la storia di un popolo, fiero e combattivo, e si appresta a rivivere l’agognata favola, in maniera questa volta più matura. Magari, forti dell’esperienza passata, in Serie A la squadra ci potrebbe rimanere per un bel po’, facendo innamorare della città altri tifosi da tutta Italia.

L’Arco di Traiano, il ponte Leproso, il teatro romano, la chiesa di Santa Sofia, la Rocca dei Rettori, il Duomo e l’Hortus Conclusus potranno essere scoperti dai “turisti per caso” del fine settimana calcistico. Perché, se un ultimo miracolo i calciatori giallorossi riusciranno a compierlo, sarà quello di far apprezzare la storica città di Benevento a chi, in altre parti d’Italia, della Campania conosce solo Napoli, le isole, la Costiera e la Reggia di Caserta.

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Tags: Serie A
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