Elezioni regionali, Vincenzo De Luca rieletto e subito all’attacco: “Situazione Covid drammatica”
Il presidente, confermato a palazzo Santa Lucia con una maggioranza schiacciante, ha stigmatizzato l'eccessivo rilassamento generale nei confronti dell'epidemia
Non ha usato mezzi termini per definire la gravità dell’emergenza Coronavirus Vincenzo De Luca, intervenuto sul tema durante la conferenza stampa in cui ha ringraziato per l’ormai certa vittoria elettorale i cittadini “di Napoli e della Campania”, un binomio sempre presente nel suo intervento, così da mettere subito in chiaro che per decidere il prossimo candidato sindaco del centrosinistra nel capoluogo regionale bisognerà fare i conti con lui.
Il neoeletto presidente ha fatto capire anche che il periodo elettorale è finito e sul fronte Covid-19 si tornerà a fare sul serio: “Non abbiamo un minuto da perdere – ha esordito De Luca – in Italia siamo di fronte a una sottovalutazione drammatica per quanto concerne il Covid. Vedo una distrazione generale, un rilassamento generale. L’ondata di ripresa dell’epidemia è già presente, forse non lo abbiamo capito. È diventata necessaria una linea di nuovo rigore e nuovo controllo per i comportamenti non responsabili. Siamo già nella seconda ondata di epidemia. La Campania è una zona espostissima perché siamo la regione con la più alta densità abitativa in Italia. Mi auguro che ad horas ci fermiamo, riflettiamo e prendiamo decisioni conseguenti, superando il clima di rilassamento irresponsabilmente diffusosi nel nostro Paese”.
Per il resto, De Luca ha rilanciato sugli obiettivi del prossimo quinquennio, in particolare uno: il lavoro. “Questo risultato esprime l’orgoglio di Napoli e della Campania per la riconquistata dignità sul piano nazionale e internazionale. Per il futuro abbiamo indicato un programma che ha al centro solo il lavoro, vogliamo fermare l’emorragia di giovani”. Infine, il governatore non nega e anzi rilancia sulla trasversalità della sua candidatura e vittoria. “Questo dato della Campania non può essere letto in termini di destra e di sinistra. La mia campagna è stata sostenuta da forze progressiste e moderate, ma anche da tante forze della destra non ideologica che si sono riconosciute nel lavoro di governo fatto in questi anni”.
Vincenzo De Luca sarà, dunque, il presidente della Regione Campania per altri cinque anni. I risultati usciti fuori dalle urne indicano una nettissima vittoria che il rieletto governatore ha inflitto al suo principale avversario, Stefano Caldoro, con un distacco di proporzioni notevoli. A scrutinio giunto quasi alla fine, De Luca è al 69,48%, lasciando all’esponente del centrodestra un deludente 18,06%. Il dato di Caldoro è molto lontano anche dal 38,4% conseguito nel 2015, quando il riconfermato governatore vinse con 41,1% dei voti. La “bella” fra i due contendenti si è quindi risolta a favore dell’ex sindaco di Salerno, che perse il primo round nel 2010 con il 41%, contro il 54,2 di Caldoro.
Il successo di De Luca non è mai stato in discussione: sin dalle prime proiezioni le percentuali non hanno lasciato alcun dubbio. OpinioItalia per la Rai dava De Luca al 65%, mentre la Swg per La7 lo attestava al 67%. In entrambi i casi, per Caldoro si è trattato di un distacco umiliante: per Opinio superava a stento il 20%, le rilevazioni invece della Swg lo ponevano addirittura al di sotto di questa soglia. Anche la candidata del Movimento 5 Stelle non esce bene dalla consultazione regionale: Valeria Ciarambino, infatti, si attesta al 9,94% dei consensi, un dato lontano dal 17,5% raccolto cinque anni fa. Giuliano Granato di Potere al Popolo è all’1,20%, mentre Luca Saltalamacchia è all’1,06%. Per Sergio Angrisano (0,16%) e Giuseppe Cirillo (0,10%) cifre di molto inferiori all’uno per cento.
“Il futuro è già iniziato”, è stato uno degli slogan della campagna elettorale di Vincenzo De Luca, che per tutto il periodo si è mostrato sicuro del risultato finale. Il presidente della Regione ha puntato alla vittoria con la spavalderia di chi è certo di aver operato nel miglior modo possibile durante i periodi di maggiore criticità della crisi epidemiologica, il lockdown e in estate. È stato abile nel vestire nuovamente i panni dello sceriffo, grazie ai monologhi sui social e alle prese di posizione, a volte estreme, contro Governo e i ministri. I tempi teatrali e le frasi a effetto hanno fatto il resto. Caldoro lo ha inseguito e punzecchiato, cercando di recuperare il terreno perduto. Ha stuzzicato De Luca anche per le varie inchieste della magistratura: gli appalti dei Covid-center di Napoli, Caserta e Salerno, la vicenda dell’Istituto zooprofilattico di Portici e l’indagine sulla promozione dei quattro vigili urbani di Salerno. Tutto inutile, perché il verdetto delle urne è stato impietoso.
A supporto di De Luca ci sono state ben quindici liste: Partito Democratico, Partito Socialista Italiano, Centro Democratico, Più Campania in Europa, Italia Viva, De Luca Presidente, Campania Libera, Democratici e Progressisti, Popolari-Fare Democratico, Liberal-democratici, Davvero-Partito Animalista, Per le persone e la comunità, Noi Campani, Europa Verde Campania-Demos, Lega per l’Italia-Partito repubblicano. Stefano Caldoro dalla sua ne ha avute sei: Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega-Salvini, Caldoro Presidente-Udc, Identità Meridionale-Macroregione Sud, Adc-Alleanza Popolo e Territorio. Una lista a testa, invece ha supportato Valeria Ciarambino, così come gli altri candidati.
Ora si attendono i risultati relativi ai consiglieri regionali. In Campania si è votato con un sistema proporzionale a turno unico. Le circoscrizioni elettorali coincidono con le cinque province e la ripartizione dei consiglieri è la seguente: Napoli 27 seggi, Salerno 9, Caserta 8, Avellino 4, Benevento 2. Per garantire la governabilità la legge elettorale prevede un premio di maggioranza del 60% dei seggi alla coalizione vincente. Probabilmente, tuttavia, questa volta non ce ne sarà bisogno.
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