Uno dei disturbi più comuni che si presentano con l’innalzamento delle temperature nel periodo estivo è l’abbassamento della pressione. L’ipotensione o pressione bassa è diagnosticabile quando la pressione scende al di sotto del valore considerato standard 120/80 mmHg. Pur essendo meno preoccupante del caso opposto ovvero l’ipertensione (innalzamento dei valori pressori), i sintomi non sono piacevoli per chi ne soffre.
Tale disturbo può essere conseguenza di altre patologie di cui il paziente è affetto o dal praticare sport intenso o ancora dall’assunzione di alcune tipologie di farmaci per i quali è consigliato nei mesi estivi un “aggiustamento di dose” (ad esempio i diuretici). Come si presenta questo disturbo? I sintomi più comuni sono: nausea, vomito, offuscamento della vista, palpitazioni, svenimento, nei casi più gravi, quelli in cui la pressione è così bassa da non permettere un adeguato apporto di sangue e ossigeno agli organi, stato di shock.
Il soggetto in piena crisi ipotensiva appare pallido, con sudorazione aumentata, polso irregolare e in stato di parziale o totale incoscienza. Il caldo estivo non è un buon alleato in quanto provoca vasodilatazione ed aumento della sudorazione, con perdita di acqua e Sali minerali, indispensabili per contrastare l’innalzamento della temperatura del nostro corpo. Cosa fare in caso di pressione bassa? Ecco alcuni consigli:
- Bere molta acqua, almeno 2 litri al giorno, per reintegrare i liquidi persi tramite la sudorazione
- Evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde della giornata
- Se il problema è già noto potrebbe essere utile portare sempre con sé della liquirizia o del sale entrambi utili nell’innalzare velocemente la pressione (non servono acqua e zucchero ma acqua e sale)
- Sollevare le gambe per favorire la circolazione
- Non alzarsi rapidamente da una posizione supina (ad esempio dal lettino al mare)
- Indossare abiti non stretti e traspiranti
- Mangiare cibi ricchi di Sali minerali
- Evitare cibi difficili da digerire in quanto essi comportano un afflusso di sangue verso apparato digerente e di conseguenza diminuito afflusso verso altri distretti dell’organismo
- Evitare alcolici in quanto essi favoriscono la vasodilatazione
- Seguire un’alimentazione controllata e priva di carenze che altrimenti è necessario integrare
Tra gli attivi utili da cui i soggetti ipotesi possono trarre beneficio è possibile citare: caffeina, ginseng, salvia, cardo mariano, creatina, carnitina, alcune vitamine e amminoacidi. Se il disturbo, nonostante tutti questi accorgimenti, persiste è consigliato un monitoraggio giornaliero del valori pressori così da poterlo riportare al proprio medico al fine di poter fare una diagnosi più precisa e stilare una terapia ad hoc.