È stato arrestato nella mattinata odierna un sessantatreenne, residente a Giugliano nella zona del lago Patria, che lo scorso 12 luglio aveva ucciso la moglie e inflitto lesioni a un sanitario del 118. L’uomo, infatti, aveva allertato il pronto soccorso dichiarando di aver trovato la propria moglie, al risveglio, priva di vita e impiccata al cordino delle tende. I carabinieri della compagnia di Giugliano, coordinati dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, dal primo sopralluogo effettuato nell’abitazione, avevano rilevato diverse incongruenze riguardo la versione fornita dal marito: prima di tutto, era stato notato che il presunto strumento utilizzato per il suicidio non era in grado di sostenere il peso della donna, inoltre era stato scoperto una forte conflittualità nella coppia dovuta a problemi economici legati alla gestione di un centro medico. Ad avvalorare la tesi dell’inattendibilità della storia del colpevole era stato l’esame autopico che aveva confermato che la causa del decesso era dovuto a uno strangolamento preceduto da una colluttazione. L’uomo, inoltre, era indagato per aver cagionato lesioni personali gravi a una donna, medico del 118, intervenuta sul luogo dei fatti e responsabile di non aver sottoposto alcuni giorni prima a Tso la moglie, che secondo la versione del sessantatreenne aveva manifestato segni di squilibrio mentale.
Sempre a Giugliano, lo scorso 12 agosto, era stato fermato era stato fermato l’uomo che aveva ucciso un 41enne trovato morto dopo diversi colpi di pistola in una vettura. In seguito ad un’attività investigativa che aveva coinvolto la Procura della Repubblica di Napoli Nord, il personale della squadra mobile di Napoli e il commissariato della polizia di Stato di Giugliano, era stato eseguito un decreto di fermo del Pubblico Ministero nei confronti di un uomo di 36 anni per l’omicidio di Carmine Fammiano. Gli agenti, giunti in seguito ad una segnalazione al 113, avevano ritrovato il corpo della vittima, colpita da tre proiettili ad una gamba, di cui uno aveva reciso un’arteria, all’interno di un veicolo. Dopo l’acquisizione delle immagini di videosorveglianza e le successive investigazioni si era scoperto che l’omicidio era avvenuto a termite di una lite tra la vittima e un uomo a bordo di un’auto rossa che, dopo aver utilizzato l’arma, si era allontanato velocemente.

