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Home Cronaca

Giugliano, demolito Borgo San Zaccaria: monta la protesta

Il villaggio baronale del Diciottesimo secolo è stato abbattuto per far spazio a un complesso residenziale con villette. La rabbia dei Verdi: "È uno schiaffo alla storia"

Emanuele Di Donato di Emanuele Di Donato
11 Luglio 2020
in Cronaca, Napoli
Borgo San Zaccaria

Demolito Borgo San Zaccaria, un villaggio baronale del Diciottesimo secolo situato a Giugliano. A quanto pare, dove prima c’erano le antiche e storiche mura del Borgo, si creerà uno spazio per realizzare un complesso residenziale di ben 48 unità immobiliari con piscina. La notizia della demolizione non ha ottenuto una reazione positiva tra le personalità campane, né tra i cittadini comuni, che sui social hanno fatto sentire il loro disdegno per la decisione. “Uno schiaffo alla storia”, hanno definito l’operazione i Verdi-Europa Verde, palesemente contrariati dopo che un pezzo di cultura giuglianese e campana è stato raso al suolo per fare posto, probabilmente, a palazzi più moderni e utilizzabili come residenze. “La demolizione del Borgo San Zaccaria di Giugliano – affermano con parole di rabbia e delusione Francesco Emilio Borrelli e Tina Monti, archeologa – è un’ulteriore ferita inflitta ai beni archeologici non tutelati dallo Stato”.

 Borgo San Zaccaria prima della demolizione

La polemica è montata rapidamente e si fonda sull’idea che la demolizione sia un palese vilipendio alla bellezza architettonica e alla storia del luogo, oltre che del Borgo. La struttura, come accennato, è stata abbattuta per far spazio a “un progetto per villette come opera di ammodernamento cittadino”, ma come molti, anche Borrelli e l’archeologa Monti considerano l’operazione come totalmente priva di rispetto per “il patrimonio culturale e artistico della nostra Terra”.

“A cosa servono le Soprintendenze – continua il discorso di protesta dei due – se non vengono chiamate a svolgere il loro ruolo di tutela architettonica insieme agli enti locali e alle regioni?”. Sembra, inoltre, che siano stati tagliati anche i pini che circondavano l’edificio. Secondo Borrelli e Monti, la rigenerazione urbana dovrebbe comportare il miglioramento delle condizioni ambientali, non distruggere il patrimonio per far spazio al cemento.

“È stata cancellata la memoria storica del nostro territorio – commenta anche Giuseppe D’Alterio, ex consigliere dei Verdi di Giugliano – per far spazio a 48 unità immobiliari con piscina”. Le parole dell’ex consigliere fanno da perfetta eco alle dichiarazioni di Borrelli e dell’archeologa Monti, puntando il dito contro chi ha preso questa decisione e colpevolizzandolo per un gesto che ”va contro ogni logica di un’urbanistica che rispetta il passato. Siamo alle solite – poi conclude D’Alterio – spazzare via la storia per far posto a colate di cemento e interessi”.

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